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Pusher via dalle case Ater a Padova.«Vittoria grazie ai residenti»

Gli assessori Marta Nalin, a sinistra, e Chiara Gallani sabato mattina al parco Usignolo

Gli appartamenti messi a disposizione delle famiglie che ne avranno bisogno. Nalin: «Ma l’amministrazione vuole aiutare anche le persone che sbagliano»

PADOVA. «Questa è la vittoria della partecipazione». I due appartamenti Ater delle case popolari affacciate sul parco Usignolo di via Rovigo sono stati sgomberati. Non ci vivono più gli spacciatori finiti nel mirino dei residenti di Mandria, Armistizio e Brusegana, e verranno reimmessi a disposizione della graduatoria per le famiglie che ne avranno bisogno.

Il rilancio


Un’operazione che ha visto coinvolta l’amministrazione su più fronti, a partire dalla sicurezza, per poi passare dal sociale, fino alle politiche abitative e all’edilizia residenziale. In tutto questo, protagonisti della vicenda sono stati soprattutto i residenti, che aldilà della denuncia, hanno collaborato con la giunta per trovare soluzioni a lungo termine di rilancio della zona.

A luglio, attraverso la consulta di Quartiere presieduta da Maurizio Marcassa, gli abitanti della zona avevano ospitato nel parco anche il questore Isabella Fusiello e rivelare una situazione arrivata al limite della tolleranza, che vedeva protagonisti un gruppo di pusher residenti nelle case popolari “attivi” proprio all’interno del parco. In questi mesi ci sono stati diversi controlli da parte della polizia locale e un arresto, che hanno permesso di verificare come i diritti ad un’abitazione popolare, maturati dai familiari (nel frattempo scomparsi) degli spacciatori coinvolti, fossero decaduti.

Per questo sono stati sgomberati, e a breve saranno riassegnati pescando dalla graduatoria ufficiale comunale. «È stato il frutto di un lavoro intersettoriale importante, ma io la vedo anche come una sconfitta» spiega l’assessora al sociale, Marta Nalin «perché la volontà di questa amministrazione è quella di includere le persone fragili, tra le quali ci sono anche quelle che compiono scelte sbagliate. In questo caso non siamo riusciti a raggiungere questo obiettivo e siamo stati costretti ad agire diversamente».

La vittoria

«Questo luogo diventa oggi simbolo di una vittoria ottenuta grazie alla partecipazione, che è quella che contraddistingue questa amministrazione ma che parte dal principio di coinvolgere sempre i cittadini» aggiunge l’assessore alla sicurezza, Diego Bonavina.

Soddisfatti i residenti, che ieri assieme agli assessori hanno partecipato ad una riunione straordinaria della consulta, convocata proprio per comunicare i risultati dell’operazione: «Ora però dobbiamo fare di più e ripensare questi luoghi per le famiglie e per farli vivere in maniera sana» le parole del presidente Marcassa, poi ripresa da più residenti per chiedere che il parco Usignolo sia più tutelato, custodito, e non rimanga zona franca. Su come farlo ha preso impegni l’assessora al verde Chiara Gallani, anche lei presente ieri: «Abbiamo dei progetti di valore per i beni comuni. Presto vederemo i risultati». —

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