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Picchiò guardia medica: una ortopedico a processo per la violenza tra donne

La dottoressa deve rispondere di lesioni e resistenza. Era in forte stato di agitazione a causa di una lite con il fidanzato una settimana prima del matrimonio

PADOVA. Paziente contro guardia medica. E finisce – stando all’accusa – con un occhio livido e la faccia gonfia per la seconda. Peccato che anche la prima, in quella circostanza nella veste di paziente, sia un medico (specializzato in Chirurgia ortopedica e iscritta all’Ordine dei medici di Padova), in servizio in Azienda ospedaliera, la dottoressa Marisa Gambato, 55 anni.

Insomma medici contro: l’una sul banco degli imputati, chiamata va rispondere di lesioni volontarie e di aver usato violenza a un incaricato di un pubblico servizio mentre compie un atto del suo ufficio (un medico); l’altra è la vittima (presunta, finché non c’è una sentenza), all’epoca del fatto in servizio nella Guardia medica di Padova.

Il processo è fissato per il 10 marzo davanti al giudice Claudio Elampini. L’indagine era stata coordinata dal pm Sergio Dini che aveva concluso con la richiesta di un decreto penale di condanna. Decreto poi emesso dal gip Margherita Brunello: quattro mesi di carcere con la sospensione condizionale, convertiti in una sanzione pecuniaria, una multa da 9 mila euro.

Tuttavia la dottoressa Gambato non ha condiviso il decreto di condanna. E respingendo ogni accusa, ha scelto di impugnare il provvedimento preferendo affrontare il processo.

L’episodio si verifica il 10 luglio 2019 quando, durante il turno serale della Guardia medica, intorno alle 22 arriva la telefonata da un appartamento di Albignasego: una donna sostiene che l’amica (la dottoressa Gambato), ospite nella sua casa, sarebbe in forte stato di agitazione fin dal pomeriggio. L’invito rivolto alla Guardia medica è di intervenire per calmare la 55enne con la preghiera di evitare trattamenti pesanti; la donna è un chirurgo ortopedico in Azienda ospedaliera.

Sul posto arrivano due dottoresse della Guardia medica che, oltre all’autrice della telefonata e proprietaria dell’abitazione, trovano il cognato e la sorella della chirurga.

La dottoressa Gambato sarebbe apparsa più agitata che mai e avrebbe reagito con violenza nei confronti dei parenti, chiamando poi con il cellulare il primario del suo reparto (sembra che sia arrivata anche una specializzanda dall’ospedale).

Poco dopo, mentre una dottoressa della Guardia medica contattava al telefono la questura, la Gambato si sarebbe avventata sull’altra dottoressa piazzata davanti a una finestra aperta per evitare qualche gesto estremo o un incidente in quella fase concitata.

In quell’istante la chirurga ortopedica si sarebbe avvicinata d’improvviso alla collega, schiaffeggiandola con forza tale da procurarle un ematoma con gonfiore al viso (il capo d’accusa contesta una “manata” e graffi rivolti a una persona “incaricata di un pubblico servizio”).

La prognosi? Un trauma al volto con acufeni successivi guaribili in 20 giorni. Sul posto giunge pure un’ambulanza, ma al personale non resta che medicare i feriti visto che Marisa Gambato era già salita in sella alla sua bicicletta dirigendosi verso casa, salvo poi tornare indietro per recuperare il cellulare dimenticato.

Verso mezzanotte l’intervento di una volante della polizia. Il motivo di tanta agitazione? Mancava meno di una settimana al suo matrimonio, e una lite con il fidanzato avrebbe rischiato di mandare a monte tutto.

Rischio scongiurato: le nozze sono state celebrate, anche con la partecipazione del cantante Riccardo Cocciante. Alcuni giorni più tardi l’episodio è stato denunciato dal sindacato Fimmg Veneto, per voce dell’allora segretario regionale Domenico Crisarà, deciso a segnalare i rischi cui sono quotidianamente esposti gli operatori della Guardia medica. —
 

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