Lettera dell’Appe a Zaia «Immunizzare i ristoratori»

Padova

L’Appe scrive al presidente del Veneto chiedendo che il mondo della ristorazione venga considerato prioritario nell’ambito della campagna vaccinale. Con una lettera inviata al governatore Luca Zaia, l’associazione chiede che, assieme agli ottantenni e al personale della scuola, siano vaccinati, in tempi brevi, anche tutti gli addetti ai lavori di bar, ristoranti, pizzerie, pub, pasticcerie e di tutti gli altri locali pubblici. Si tratta di titolari, camerieri, cuochi e banconisti che, nella sola provincia di Padova sono 15.000, mentre in tutta la regione sono 100.000. «Il settore della ristorazione è un pianeta in cui gli addetti ai lavori operano a stretto contatto con centinaia di persone al giorno» spiega il direttore dell’Appe, Filippo Segato «tra l’altro è uno dei pochi settori lavorativi dove, sia per bere che per mangiare, i clienti si devono togliere, seppure per pochi minuti, la mascherina. Quindi il contatto tra i lavoratori del comparto e gli avventori è maggiore che altrove. Di conseguenza sarebbe più che giusto vaccinarli subito con una campagna sanitaria ad hoc in grado di immunizzarli già entro la prossima primavera».


Sempre Segato torna alla carica per ottenere sia dal nuovo Governo e sia dalla Regione Veneto l’autorizzazione per poter tenere aperti i locali anche alla sera, fino alle 22. «Basta leggere con attenzione i bollettini che Zaia comunica ogni giorno dalla sede della protezione civile a Marghera» prosegue il direttore dell’Appe «i dati del contagio sono in netto calo. Si registrano anche meno ricoveri negli ospedali e, man mano, si alleggeriscono anche le terapie intensive. Insomma la situazione generale della pandemia nel Veneto è migliorata sensibilmente. Senza contare che i ristoranti hanno protocolli molto rigorosi. Perché allora non ci fanno aprire anche alla sera, magari solo per un periodo sperimentale? Anche noi siamo preoccupati per l’eventuale aggressività delle varianti del virus, ma questo nuovo fenomeno non deve essere considerato come il motivo per continuare a tenere chiusi i ristoranti alla sera».

Segato, infine, lancia una proposta inedita destinata a fa discutere la categoria. «I ristoratori stanno continuando a ricevere disdette per i pranzi dei matrimoni che, prima erano stati spostati dal 2020 al 2021 e oggi dal 2021 al 2022» spiega Segato «tanti pranzi nuziali erano stati prenotati per i prossimi mesi di aprile e maggio ma sono stati cancellati non perché i promessi sposi hanno paura di convolare a nozze in questo periodo particolare, ma spesso perché non hanno più i soldi di prima. Allora invitiamo la Regione e lo stesso Governo a donare un bonus di mille euro a coppia proprio per invogliarli a sposarsi già nei prossimi mesi e non nel 2022». —

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