Sette nuove trappole sui Colli per contenere il numero dei cinghiali

Al lavoro anche nove operatori di Veneto Agricoltura. Droni notturni per monitorare gli spostamenti dei branchi

ESTE. L’Ente Parco Colli intensifica le azioni volte al contenimento del numero dei cinghiali: piazza 7 nuove trappole (chiusini), attiva i 9 operatori di Veneto Agricoltura destinati a questa attività e i selecontrollori volontari per le battute notturne. Lo fa in un periodo in cui le scrofe sono gravide e diventa fondamentale ridurne la presenza, per limitare il proliferare delle generazioni future.

I nuovi chiusini sono più maneggevoli rispetto ai precedenti e quindi facilmente spostabili. Sono realizzati in rete paramassi che ha il vantaggio di essere più elastica e meno visibile ai deboli occhi degli ungulati. Il posizionamento è avvenuto in varie parti del territorio, sia in difesa delle colture agricole sia a protezione dell’incolumità degli automobilisti sulle strade in cui l’attraversamento rappresenta un pericolo. «In tal senso un “trottoio” rinvenuto dagli operatori in prossimità della strada che da Fontanafredda porta ad Este, è stato l’indizio seguito per scoprire un punto di attraversamento e il piazzamento di una trappola che ne limiterà il passaggio», fanno sapere dall’Ente.


Altri chiusini sono stati posizionati nelle vicinanze della strada che da Rivadolmo porta ad Este e quella che da Baone conduce a Valle San Giorgio. Una nuova trappola è stata piazzata a presidio della strada che da Monselice va verso Galzignano.

A Battaglia l’obiettivo degli operatori del Parco Colli è catturare il branco che di notte si avvicina alle case. Stesso discorso a Montegrotto dove i cinghiali scorrazzano a ridosso degli alberghi termali e a Valle San Giorgio per proteggere i campi coltivati a grano e mais. «L’abbondante presenza di cibo e il clima mite rendono la specie particolarmente prolifica», spiega Michele Gallo, responsabile dell’unità Agricolo Forestale del Parco Colli.

«Della cinquantina di trappole che sono posizionate, solo una ventina vengono attivate in ragione degli spostamenti degli animali. Stanno restituendo catture che rasentano il centinaio di esemplari al mese al quale va ad aggiungersi il numero di abbattimenti raggiunto dai selecontrollori». «Assieme ai Carabinieri Forestali stiamo effettuando monitoraggi notturni con l’uso di droni per seguire gli spostamenti dei branchi», afferma il vicepresidente, Antonio Scarabello. —

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