Il Covid impedisce l’alzabara Addio a Basso a Santa Giustina

Domani alle 10.30 il funerale Il cordoglio della Società italiana di Pediatria e dell’Ail L’ex allieva: «Averlo avuto come Maestro è una fortuna»

Il Covid impedirà di tributare al professor Giuseppe Basso il tradizionale saluto con il rito dell’Alzabara nel cortile antico del Bo: l’assembramento di persone che si creerebbe non si concilia purtroppo con le norme anti contagio. L’occasione per l’addio al luminare dell’Oncoematologia pediatrica sarà quindi la cerimonia funebre che si celebra domani alle 10.30 nella chiesa di Santa Giustina.

Intanto continuano le attestazioni di stima e affetto per “l’angelo dei bambini”. A esprimere il proprio cordoglio la Società italiana di Pediatria, con la sezione Veneto rappresentata dal presidente Fabrizio Fusco, il tesoriere Stefano Sartori, i consiglieri Massimo Pasqualini, Angelo Pietrobelli, Francesca Rusalen, Antonella Tonetto e tutti i soci. E la dottoressa Barbara Buldini, allieva di Basso, offre un ricordo del professore: «Era il 1997, tornavo da un Erasmus con l’idea di fare una tesi in Oncoematologia pediatrica. La gigantografia un po’ ingiallita di un gattino che tenevi in una mano mi aveva convinto: ci deve essere un cuore grande oltre a microscopi e citofluorimetri. Ci hai insegnato a diagnosticare una leucemia, a vederne la risposta alla terapia, a ragionare sui meccanismi biologici delle resistenze, ma anche ad andare dai bambini e dalle loro famiglie. Hai saputo prenderci per mano uno a uno, spronarci a studiare, a non smettere di chiederci il perché delle cose, a non fermarci davanti all’apparenza, a far girare veloci le nostre menti, a confrontarsi. Ci reputiamo fortunati, perché sei stato un grande Maestro».


«Con noi aveva un rapporto stretto, perché riteneva indispensabile il volontariato e il sostegno economico che ne derivava» il ricordo di Marco Eugenio Brusutti, presidente dell’Ail, «partecipava alle attività promosse per la raccolta fondi, alle feste, agli spettacoli, alle gare sportive. Oltre a un ottimo medico era anche un grande ricercatore e anche in questo campo Ail lo ha supportato offrendo borse di studio per i ricercatori, ma soprattutto fornendo strumenti tecnologici di ultima generazione per la ricerca scientifica». —



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