«Affitti, stranieri discriminati Il Comune si faccia garante»

«Questa è vera e propria discriminazione razziale. Non è un problema di case, quelle ci sono, ma se sei straniero, automaticamente ti viene preclusa la possibilità di affittarle», spiega esasperata Suzanne, nigeriana d’origine, ma in Italia ormai da 30 anni. Lei, insieme ad altre sei famiglie e ai rappresentanti di Adl Cobas e degli sportelli della rete “All you can care”, ieri mattina, si sono riuniti di fronte a Palazzo Moroni per portare all’attenzione dell’amministrazione un problema che nell’ultimo anno si sta facendo sempre più grave: l’impossibilità per le famiglie straniere di affittare un alloggio in città: «Nonostante dimostrino di essere in possesso di un regolare contratto di lavoro, anche con stipendi che si aggirano sui 1.600-1.700 euro, agenzie e privati si rifiutano di far loro un contratto di locazione. Già anni fa avevamo cercato un aiuto da parte del Comune per risolvere questo tipo di problema, ma nell’ultimo anno la situazione è degenerata: è necessario intervenire al più presto», afferma Dino Ferrara di Adl Cobas, che sottolinea: «Queste persone non sono qui per chiedere dei soldi, ma per rivendicare il loro diritto di poter affittare un’abitazione essendo in possesso di tutti i requisiti per poterlo fare».

La richiesta presentata al Comune, infatti, è quella di intervenire fungendo da garante per queste famiglie, così da impedire ad agenti immobiliari o locatari di poter chiudere loro l’ennesima porta in faccia: «Sicuramente il Comune deve prendere dei provvedimenti, ma ci sono anche altri attori in possesso di mezzi utili a migliorare questa situazione – dichiara Mattia Boscaro, rappresentante delll’associazione “Quadrato Meticcio” – È necessario che avvenga un cambiamento nella gestione del patrimonio immobiliare pubblico: Ater, per esempio, possiede centinaia di alloggi vuoti in città che, se tornassero a essere disponibili per l’assegnazione, potrebbero rappresentare un aiuto importante per queste famiglie. Bisogna fare qualcosa subito anche a fronte dell’avvicinarsi della scadenza del blocco degli sfratti prevista per il 30 giugno».


L’impossibilità di ottenere un contratto di locazione, inoltre, sta costringendo molte famiglie a ricorrere a soluzioni estreme: sono moltissimi i casi di subaffitto di stanze in cui si ritrovano a convivere anche sei, sette persone in condizioni per nulla dignitose. —

giulia tasca

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