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Allerta nelle scuole padovane: i contagi aumentano

Positività soprattutto alle materne ed elementari. L’assessora Piva: «Monitoriamo costantemente la situazione»

PADOVA. Non si arrestano i casi di positività all’interno delle scuole padovane. Nelle ultime settimane sono stati registrati contagiati per lo più in qualche asilo nido (0-3 anni), in alcune materne (3-5 anni) ed anche alle scuole elementari e medie. Sino ad oggi, invece, non sono stati segnalati nuovi positivi negli istituti superiori che sono rientrati in classe dallo scorso 1 febbraio ma con regole nette: solo il 50% degli studenti in modo da non gravare sul trasporto pubblico che è stato potenziato secondo il piano voluto dal prefetto Franceschelli.

Più contagi alle elementari


L’asilo nido comunale dove il virus ha colpito per la seconda volta è quello di Altichiero, intitolato a Chiara Lubich, la fondatrice trentina del movimento dei focolarini. Sono le scuole primarie, invece, a registrare il maggior numero di contagi. Gli ultimi casi di positività, infatti, sono in atto all’Arcobaleno, alla Gozzi ed alla Davila. Quest’ultima fa parte del Sesto istituto comprensivo Bruno Ciari, guidato dalla preside reggente Alessandra Bozzolan. Alcune settimane fa casi di positivi erano stati registrati anche al nido Piccolo Principe, alla Cremonese, Sant’Osvaldo ed anche alla media Zanella, all’Arcella.

Da pochi giorni a questa parte, in base a quanto deciso a livello regionale, sono cambiate le procedure delle misure sanitarie da adottare. I compagni di classe del contagiato non devono più andare in quarantena per dieci giorni e quindi la classe non viene più chiusa, ma devono andare a farsi subito il tampone e possono tornare a scuola anche dopo tre giorni, dimostrando però di essere negativi.
 

Aumento di positività

«Dagli ultimi dati pervenuti ai Servizi scolastici si nota subito che c’è un leggero aumento dei contagi tra i bambini che vanno a scuola – sottolinea l’assessora alla scuola Cristina Piva – Quasi certamente è il frutto di nuovi casi positivi in famiglia». Può essere la variante inglese che colpisce con una maggiore aggressività? «Spetterà all’Usl accertare tale ipotesi. Tutto sommato però devo riconoscere che a Padova il virus non si sta diffondendo in modo veloce come sta avvenendo in altre zone d’Italia. Forse perché nelle nostre scuole i protocolli sanitari sono rispettati in modo rigoroso ed anche perché, specialmente dal 7 gennaio, la collaborazione tra le singole scuole e l’unità sanitaria sta funzionando meglio che in passato».

Nuovi casi positivi, ma non tanti anche tra i 18 mila bambini che frequentano le scuole paritarie della Fism: «Il trend è migliorato – osserva il presidente Mirco Cecchinato – Negli ultimi giorni abbiamo avuto un po’ di contagi nell’area nord della provincia, in particolare nelle scuole di Trebaseleghe. Ma niente di allarmante. Le situazioni di criticità, laddove si presentano, sono gestibili abbastanza bene in base alle nuove procedure volute dalla Regione». —

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