Vaccini anti Covid, a Padova è caos convocazioni: «Le lettere arrivano a singhiozzo»

Le lettere agli ottantenni arrivano a singhiozzo. L’Usl 6: «I cittadini non possono presentarsi in forma autonoma»

PADOVA. Il postino suona sempre due volte, ma se non suona manco una allora sono problemi. Soprattutto se deve recapitare la tanto attesa lettera di convocazione per il vaccino in partenza domani. Già, perché a poche ore dall’avvio della campagna vaccinale per la popolazione, più di qualche persona lamenta di non aver ricevuto la lettera dell’Usl 6 che indica giorno, orario e sede di vaccinazione.

E si lamentano pure i sindaci, a cui inevitabilmente i cittadini chiedono rassicurazioni, e che rischiano pure di diffondere notizie errate per le informazioni frammentarie.

Da lunedì 15 tocca a 7.500 ottantenni padovani – nati nel 1941 – che entro dieci giorni riceveranno la prima dose di vaccino nelle sei sedi individuate dall’Usl 6. Quando e dove presentarsi all’appuntamento lo indica una lettera, che l’azienda sanitaria ha inviato con Poste italiane e che in certi casi è arrivata a destinazione da ormai qualche giorno.

A Cittadella, per esempio, il sindaco Luca Pierobon conferma che nessuno pare essersi lamentato. Non è così ovunque. Il motivo? Uno lo spiega direttamente il Dipartimento di Prevenzione: «Gli inviti sono stati mandati non a tutti i nati 1941 in un’unica soluzione, ma a blocchi, di settimana in settimana, perché la pianificazione degli inviti viene fatta in base alla certezza di avere le dosi di vaccino disponibili, sia per la prima iniezione che per la seconda».

L’altro motivo è decisamente meno rassicurante: ritardi nella consegna. Che sia per una questione o l’altra, molti 1941 rimasti ad attendere invano il postino sono in apprensione, perché temono di non aver ricevuto la comunicazione per errore e di perdere il loro turno. Timori, questi, riversati ai centralini dell’Usl 6 e soprattutto ai sindaci.

Un caso che ben descrive la situazione è quello di Villa Estense. «Abbiamo una classe ’41 in casa ma la lettera non è arrivata» spiega una famiglia del posto «Abbiamo contattato l’Usl che però ci ha spiegato di non poter risalire ai destinatari delle lettere, e poi anche alle Poste che ci consigliano di aspettare. Nel dubbio, abbiamo chiesto aiuto al sindaco».

E il sindaco Paolo Oppio: «Da calendario Usl, gli ottantenni del mio paese hanno appuntamento martedì 16. Ho quindi contattato personalmente i miei venti concittadini del ’41: solo tre avevano ricevuto la lettera. Ho consigliato loro questo: in caso di mancata ricezione della convocazione, ho detto loro di presentarsi in dieci a un’ora e in dieci ad un’altra».

Ieri pomeriggio, però, l’ennesimo colpo di scena: «L’Usl mi ha comunicato via mail che per ora, nel mio paese, sono convocati solo quelli nati a gennaio e febbraio. Da qui l’invio eterogeneo di lettere». Ad averlo saputo prima, forse la confusione si sarebbe evitata.

Pasqualina Franzolin, sindaco di Cartura, ha usato Facebook per dare indicazioni: «A causa di ritardi del servizio postale, molte persone nate nel 1941 non hanno ricevuto le lettere di invito alla vaccinazione inviate dall’Usl 6 Euganea. Queste persone sono invitate comunque a presentarsi lunedì 15 febbraio, dalle 14 alle 17. 30, nella sede vaccinale del vecchio ospedale di Monselice, o a chiamare il numero verde 800-032973».

Stessa cosa ha fatto Maria Alberta Boccardo, sindaco di Conselve, dando le medesime indicazioni. E così aveva fatto pure il sindaco di Monselice, Giorgia Bedin, salvo dover cambiar versione poche ore dopo smentendo il proprio post: «A differenza di quanto comunicato ieri dall’Usl si invitano i nati nel 41 che non hanno ricevuto ancora la lettera di convocazione per il vaccino a non presentarsi spontaneamente presso la sede vaccinale ma a chiamare il numero verde 800-032973». Insomma, un bel caos, stigmatizzato tra gli altri anche da Arturo Lorenzoni, portavoce delle opposizioni in Consiglio regionale.

Ieri l’Usl 6 ha cercato di chiarire il “caos convocazioni” con una nota ufficiale. «A seguito delle erronee informazioni veicolate su alcuni canali social, l’Usl 6 Euganea precisa che i nati nel 1941, oggetto della prima fase della campagna vaccinale anti Covid-19 in partenza lunedì, si dovranno presentare secondo le indicazioni contenute nella lettera di invito».

E poi la sottolineatura: «Da parte dei cittadini non è possibile un accesso in forma autonoma ai punti vaccinali in quanto la campagna è organizzata solo su chiamata. Le dosi di vaccino hanno una gestione impegnativa perché vanno preparate in anticipo (i flaconcini devono essere scongelati e, da questi, vengono predisposte le singole dosi): l’accesso dei riceventi pertanto non può in alcun modo essere incontrollato». La settimana si prospetta difficile. –
 

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