Trattamento illecito di rifiuti: sotto sequestro l’ex Negrello di Este

Il vecchio complesso industriale è stato demolito nell’aprile 2019 e mai bonificato Le Civiche d’Este presentano un’interrogazione: «Trasparenza dal Comune». I sigilli dei carabinieri del Noe 

ESTE. L’area “ex Negrello” di via Augustea è stata posta sotto sequestro della Procura di Rovigo. A mettere i sigilli al vecchio spazio industriale alle porte di Este sono stati i carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Venezia, che stanno indagando sul trattamento illecito di rifiuti legati a quest’area.

Nessun aspetto dell’inchiesta è stato ad oggi reso noto, nemmeno del Comune di Este che mantiene il riserbo sulla questione per rispetto dell’attività degli inquirenti.

Da quasi due anni quanto rimaneva della gloriosa industria Negrello è stato raso al suolo. Le sue macerie sono quindi rimaste a prendere aria, peraltro rappresentando un pessimo biglietto da visita per chi entra in città. E pensare che, in passato, qui doveva nascere la cosiddetta “Porta del Parco Colli”.

Le ex officine Negrello di via Augustea erano fino a trent’anni fa la sede di un’industria bellica. Nel tempo la struttura è stata utilizzata come sala da ballo, quindi abbandonata e lasciata in balìa di tossicodipendenti, sbandati e vandali.

Non si contano gli interventi della polizia locale e dei carabinieri per scacciare occupanti abusivi dallo stabile. Qualche anno fa un crollo improvviso stava per costare la vita a due accattoni tunisini, costretti a passare più di qualche giorno in ospedale.

Nel 2006 una ditta vicentina aveva proposto di realizzarvi una mega struttura al servizio del turismo, di ben 34 mila metri quadri, con albergo, ristorante, ostello, area riservata ai bungalow e impianti sportivi: il progetto è naufragato.

A inizi anni Duemila si era ipotizzato di realizzare in quest’area la nuova cittadella della sicurezza atestina: qui, accanto alla nuova sede del Consorzio di bonifica Adige Euganea, doveva nascere la nuova caserma dei carabinieri (poi realizzata in via Stazie Bragadine) e qui si ipotizzava il trasferimento dei vigili del fuoco. Cinque anni fa, infine, pareva vicino l’accordo per creare un complesso residenziale e commerciale rispettoso della “skyline” originale dell’ex fabbrica, con un’operazione di archeologia industriale. A maggio 2019, infine, la demolizione, dopo ripetuti solleciti al proprietario da parte del Comune.

Il sequestro di queste ore ha acceso peraltro una polemica politica. Il gruppo di minoranza delle Civiche d’Este ha presentato un’interrogazione a risposta scritta alla giunta comunale. «Non essendoci mai alcun tipo di comunicazione ufficiale da parte dell’assessore all’Ambiente su fatti così impattanti sull’interesse collettivo come il sequestro di un’area, con questa interrogazione vogliamo, per amore della trasparenza, colmare il vuoto dovuto all’ “assenza” di questo assessore». Risponde il direttore interessato: «Le Civiche accusano il sottoscritto per non essermi interessato all’area sequestrata. Consiglio di informarsi meglio prima di criticare. Ancora non si sono accorti dopo due anni dell’ordinanza fatta dal Comune per lo sgombero. Loro, per dieci anni, quante cose non hanno fatto? Tutto ciò che era di nostra competenza è stato portato avanti». —


 

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