Katia e Samantha vittime del lockdown chiudono la ludoteca

Un allestimento all’aperto della ludoteca “Il Soffione”

“Il Soffione” creato dalle due mamme single e disoccupate a Cadoneghe. Era un’attività itinerante non più praticabile in pubblico

CADONEGHE. Katia e Samantha della ludoteca itinerante Il Soffione hanno dovuto arrendersi: la pandemia, che ha messo in ginocchio tantissime attività, molte delle quali inerenti allo spettacolo e all’intrattenimento, ha colpito pesantemente anche loro e a malincuore un paio di giorni fa hanno comunicato di aver definitivamente cessato la loro ludoteca itinerante. Troppi i costi da sostenere in un anno senza guadagni.

Si erano reinventate un lavoro, Katia Borgato (di Rubano) e Samantha Peruzzo (di Cadoneghe), madri single rimaste alcuni anni fa senza lavoro. Nel 2017 hanno creato un sodalizio e iniziato a costruire giochi in legno, quelli di un tempo, basandosi persino sui racconti degli anziani che alle fiere e alle feste paesane, dove erano invitate, si avvicinavano a loro e con una lacrima di malinconia ricordavano di quando erano bambini, fornendo alle due donne lo spunto per la costruzione di nuovi giochi.


Novanta e tutti diversi ne hanno costruiti in questi anni, ma sono arrivati il Coronavirus, il lockdown, la sospensione di ogni attività pubblica che creasse assembramenti. E in mezzo ci sono finite anche loro che, appartenendo alla categoria degli artisti di strada, non hanno nemmeno diritto ai cosiddetti ristori statali.

«Abbiamo provato a resistere» racconta Samantha Peruzzo, «adattandosi alle norme Covid: abbiamo speso duemila euro per acquistare dei tavoli così da garantire il distanziamento tra i giochi, e litri di igienizzante con i quali ogni dieci minuti dovevamo disinfettare i giochi, con il rischio di rovinarli, perché di legno. Ma poi gli eventi sono stati annullati, uno dopo l’altro, le date cancellate, i nostri committenti abituali hanno disdetto gli impegni in calendario. A noi non è rimasto che attendere, ma poi, visto che entrate non ne avevamo e ci rimanevano solo le spese, siamo state costrette a vendere il furgone e a dire addio alla nostra attività».

Samantha in questo momento si arrangia con un lavoretto e spera di poter tornare sulle spiagge con le sue bolle di sapone giganti. Katia, purtroppo, è ancora disoccupata. «La nostra speranza» conclude Samantha «è che qualche azienda o casa editrice decidesse di mettere in produzione i nostri giochi, così da farli diventare giochi da tavolo». ––

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