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Bomba ecologica dell’ex C&C di Pernumia, entro marzo inizia la bonifica

L’assessore regionale Roberto Marcato durante un sopralluogo nei capannoni a luglio scorso

Verranno rimosse 44mila tonnellate di rifiuti pericolosi: tutto finito a dicembre. Lorenzoni chiede di fare presto: «Tetto e pareti presentano falle importanti» 

PERNUMIA. Inizierà entro fine marzo la rimozione delle 44.000 tonnellate di rifiuti pericolosi stoccati da circa 16 anni nei capannoni della ex C&C di via Granze. L’ha stabilito Veneto Acque Spa, la società controllata dalla Regione Veneto che nel progetto di bonifica funziona da stazione appaltante, nel corso del sopralluogo effettuato nell’ex stabilimento il 14 gennaio scorso con i tecnici della Regione e il sindaco di Pernumia, Marco Montin.

In Regione spiegano che a giorni verrà allestito il cantiere e che sono in corso le indagini per la caratterizzazione dell’area e la verifica ambientale delle parti esterne dell’immobile come chiesto dalle amministrazioni di Pernumia, Battaglia e Due Carrare, che confinano con il sito abbandonato, e dalle associazioni ambientaliste. Veneto Acque in base alla convenzione sottoscritta con Palazzo Balbi, dovrà completare il progetto di bonifica entro il 2021.

La controllata per questo intervento riceverà dalla Giunta regionale un finanziamento di 12 milioni di euro, fondi della Legge Speciale per Venezia, in tre trance: 3 milioni di euro alla sottoscrizione della convenzione, 6 milioni alla presentazione della relazione tecnica e della rendicontazione delle spese sostenute, da cui risulti la spesa di almeno 2/3 della somma erogata nel primo acconto, e il saldo di 3 milioni alla conclusione delle attività, compresa la bonifica esterna intorno all’ex complesso industriale.

Si va dunque verso la soluzione di un annoso problema che da anni preoccupa non poco i residenti dei tre comuni e non solo. Quella che viene definita una “bomba ecologica” si trova infatti a ridosso del canale Vigenzone, che nel caso di tracimazione e di allagamento dell’area dove sono stoccati i rifiuti con le proprie acque farebbe confluire l’inquinamento in laguna.

Le tonnellate di sostanze nocive e le infiltrazioni di acqua dal tetto, inoltre, hanno in questi anni indebolito la struttura che è a rischio crollo. Adesso che ci sono i soldi occorre far presto anche se lo svuotamento del sito dovrà avvenire gradualmente, sulla base delle capacità ricettive delle aziende specializzate nel trattamento di questi rifiuti.

Sollecita la partenza della bonifica anche il portavoce delle opposizioni in Consiglio regionale, Arturo Lorenzoni: «Siamo pronti a presentare un’interrogazione per chiedere conto del cronoprogramma”, afferma. «Chiederemo agli enti competenti affinché effettuino le analisi del sottosuolo e delle falde, al fine di verificare eventuali rischi epidemiologici. Si tratta di una bomba ecologica che potrebbe scoppiare da un momento all’altro. Auspico che le autorità attivino le operazioni di smaltimento in tempi veloci, dato che le risorse necessarie sono state messe a bilancio. Il tetto e le pareti del complesso presentano falle importanti e la pavimentazione non è impermeabilizzata e non è chiaro dove vada a finire il percolato che si forma ad ogni acquazzone». —


 

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