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Piace la lupa che vive sui Colli, ma ora il Parco teme trappole avvelenate

Rinvenuti i resti di un capriolo sbranato, l’animale è ancora nei boschi attorno. Tenuta top secret l’area del monitoraggio. La preoccupazione degli agricoltori

BAONE. «Benvenuto lupo». In tanti sugli Euganei salutano con favore la notizia dell’arrivo del predatore nel Parco Colli anche se, sulla scorta di quanto successo per i cinghiali, non mancano le preoccupazioni. Soprattutto dei residenti che hanno animali domestici, dei tanti escursionisti che passeggiano lungo i sentieri con l’amato cagnolino e che ora devono tenere al guinzaglio, e degli agricoltori che temono che diventi un problema per gli allevamenti.

PRESENZA CONFERMATA


Intanto i resti di un capriolo sbranato rinvenuti lunedì scorso tra i boschi di Baone, ad oltre 20 giorni dalle immagini registrate con le fototrappole la prima decade di gennaio dai Carabinieri Forestali della stazione di Montegrotto che hanno operato di concerto con i tecnici dell’Ente Parco Colli, confermano che l’animale per ora non si è spostato.

Se si tratta di un singolo esemplare femmina, come ipotizzano al Parco Colli, potrebbe anche andarsene in cerca di un partner con cui costituire il branco. Coloro che vedono questa nuova presenza sugli Euganei come un arricchimento della biodiversità (per un animale che si può considerare autoctono visto che si tratterebbe di un ritorno dopo secoli) temono possa fare una brutta fine.

ESCHE E TRAPPOLE

«Abbiamo cercato di mantenere top secret la zona del monitoraggio perché potrebbe verificarsi quello che temiamo. Cioè la caccia al lupo, non tanto con i fucili ma con tagliole, lacci o esche di carne avvelenata», afferma il direttore del Parco Colli, Michele Gallo.

«Assieme ai Carabinieri Forestali stiamo continuando il monitoraggio, ampliandolo anche alle aree vicine a quelle dove l’abbiamo fotografato. Per farlo come Ente ci siamo dotati delle strumentazioni necessarie. È prossima l’organizzazione di una giornata formativa con gli esperti della Regione Veneto che interesserà non solo i nostri tecnici e gli operai di Veneto Agricoltura che ci affiancano nella gestione dei chiusini per le catture dei cinghiali, ma anche i selecontrollori abilitati.

Questa nuova presenza impone una modifica del modo di operare. Sono convinto che una mano, dal punto di vista di una ricerca genetica sull’esemplare avvistato, ce la possano dare gli esperti dell’Ispra di Bologna a cui abbiamo inviato campioni di escrementi e di peli raccolti nella zona di confine tra i comuni di Baone e Arquà Petrarca. Tra una quindicina di giorni sapremo anche da che area del nostro Paese arriva».

LE ASSOCIAZIONI

«Il lupo non ha certo l’impatto disastroso dei cinghiali, ma è necessaria un’attenta vigilanza per evitare che sia sempre l’agricoltura a pagare il prezzo di eventuali danni», afferma Coldiretti Padova. «Ad ora siamo preoccupati dei cinghiali, loro si che rappresentano un pericolo concreto anche per l’incolumità delle persone. Serve responsabilità e una maggiore attenzione nei confronti degli ecosistemi e ambienti complessi come quello dei Colli Euganei».

Preoccupata Cia Padova: «Qualora non venisse gestita in maniera adeguata da parte degli enti competenti, la presenza del lupo nel medio periodo potrebbe creare grossi problemi alla popolazione, agricoltori compresi» affermano all’associazione agricoltori. ––

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