Commessa da un milione all'impresa sospettata di mafia, no di Azienda Zero

La Ebg Group, destinataria di una interdittiva dalla prefettura di Bologna, non ha potuto partecipare a una gara d’appalto 

PADOVA.Ebg Group lo scorso giugno è stata esclusa da un appalto dell’Azienda Zero. Il consorzio stabile amministrato da Nicola Messina, e destinatario pochi mesi prima dell’interdittiva antimafia emessa dalla prefettura di Bologna, aveva fatto da “ausiliario” – ovvero aveva messo a disposizione le certificazioni in possesso delle consorziate – per un’impresa che aveva presentato l’offerta per la sostituzione dei serramenti esterni dell’Azienda Zero. Un appalto da poco meno di un milione di euro. Ma i dirigenti aprendo le offerte e verificando i vari requisiti delle imprese, hanno scoperto che Ebg Group era stata oggetto dell’interdittiva antimafia, ed è stata quindi esclusa dall’appalto.

L’appalto


L’impresa che l’aveva utilizzata per avere i requisiti invece non è stata esclusa in automatico, ma è stata invitata a trovare un’altra ausiliaria, pena l’esclusione della gara per la sostituzione dei serramenti. Alla fine l’appalto è stato assegnato, lo scorso 25 settembre, all’Impresa Antelli Antonio di Afragola (Napoli), che ha garantito un ribasso d’asta che consentirà all’Azienda Zero di risparmiare quasi 250mila euro. Ebg Group fa parte della rete di consorzi amministrati o riconducibili a Nicola Messina, ingegnere residente a Padova, che le Prefettura di Bologna, Padova e Treviso hanno giudicato influenzabili dalla criminalità organizzata.

Un castello societario che ha vito la formazione di diversi Consorzi Stabili, attivi negli appalti pubblici. Ebg Group, Ebg, con sedi a Bologna e Treviso, Real Europe Group con sede a Padova, e La Marca e LM Group, basate a Treviso. I diretti interessati si professano innocenti e esenti da ogni relazione con la criminalità organizzata, ma il Tar dell’Emilia Romagna e le prefetture non hanno dubbi, i consorzi «risultano avere collegamenti certi e comprovati con soggetti appartenenti o contigui ad associazioni criminali di tipo mafioso».

I contatti

Secondo la prefettura oltre a contatti con la ’ndrangheta, i consorzi hanno visto la partecipazione dell’impresa di Gino Martino, fratello di Francesco, imprenditore di Casapesenna, ritenuto vicino al clan Zagaria, tanto da offrirgli ospitalità durante la latitanza –secondo la testimonianza di un pentito - e finito al centro dell’inchiesta “Medea” della Dda di Napoli. Il Real Europe Group di Padova è amministrato dalla trevigiana Valeria Cacciolato, che ha collaborato anche con la Service & Consulting srl di Nicoletta Pozzobon, moglie di Nicola Messina.

La società è stata uno degli anelli che ha consentito di ricostruire le relazioni tra i consorzi con base a Bologna (Ebg e Ebg Group) e la società padovana. Nel 2016 negli uffici della Regione Siciliana in cui si raccoglievano le offerte per l’appalto per il restauro della Grande Cretto a Gibellina, sono arrivate tre buste identiche, dallo stesso ufficio, appunto quello della Service & Consulting di Treviso.

Anomalia

Un’anomalia visto che le tre offerte riguardavano il consorzio di Bologna (l’Ebg), quello di Padova (Real Europe Group) e di Treviso (La Marca). Il fatto poi che anche la documentazione in alcuni tratti fosse identica, ha portato il seggio di gara ad approfondire le relazioni tra i consorzi. E allora ha scoperto che la legale rappresentante della Service & Consulting (società che non ha alcun provvedimento di interdizione) era, all’epoca dei fatti, la stessa del consorzio, ovvero Nicoletta Pozzobon.—

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