Per i testimoni di bontà il premio del Santo nel giorno della Lingua

Rinviato due volte per le restrizioni legate all’emergenza sanitaria, il premio della Bontà Sant’Antonio, edizione numero 46, ha finalmente una data certa per la premiazione dei vincitori. Il consiglio direttivo dell’arciconfraternita dei frati, cogliendo al volo il ritorno del Veneto in zona gialla, ha deciso di accorparlo alla Festa della Lingua, che si celebra il 14 febbraio, anche per invocare la fine della pandemia. Distanziamenti e diretta televisiva stavolta renderanno possibile celebrare i “testimoni di bene” individuati da tempo.

È la volta buona, dunque, dopo il primo rinvio del bando 2020 e poi il secondo, a novembre, delle premiazioni. E l’occasione è quantomai propizia perché dopo la giornata del Santo, a giugno, la Festa della Lingua è la seconda più importante per il santuario antoniano. È quella che celebra il ritrovamento della lingua incorrotta di frate Antonio durante la ricognizione delle sue spoglie mortali ad opera di San Bonaventura da Bagnoregio, allora ministro generale dell’Ordine francescano, l’8 aprile 1263. Ma questa edizione passerà alla storia comunque, non solo per i rinvii. L’operato dei vincitori, infatti, ha imposto una variazione in corsa del tema del concorso. Si era partiti da “luoghi e monumenti che possono essere testimoni di storie o eventi di bontà e solidarietà” e si è finiti per premiare i portatori di bene durante il Covid. Il premio andrà quindi ai tre giovani medici che si sono presi cura della zona rossa di Vo’ durante i giorni più critici del lockdown: Maria Teresa Gallea, Paolo Simonato e Luca Sostini che hanno sostituito i medici di medicina generale del paese. E poi don Fabio Stevanazzi e il professor Ferdinando Bonessio: il primo è il sacerdote medico che ha dismesso temporaneamente i paramenti sacri nella parrocchia di Santa Maria Assunta a Gallarate, ed è tornato a fare il medico. Il secondo è colui che ad Acilia, vicino a Roma, ha raggiunto a casa una ragazza in difficoltà per consentirle di svolgere l’esame di terza media dal suo telefono. «Sarà un grazie francescano a queste persone», dice il priore dell’arciconfraternita Lorenzo Di Ascenzo. La cerimonia si terrà quindi domenica 14 dopo la messa delle 11 presieduta dal delegato pontificio Fabio Dal Cin. Diretta su Rete Veneta. —


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