Caos abbonamenti scolastici, i rimborsi sono già scaduti: «Pronti alla disobbedienza civile»

La consigliera regionale Elisa Venturini

Trasporto pubblico verso Padova, dalla Bassa scatta la protesta dei genitori: «Adesso la didattica in presenza è al 50%»

CONSELVE. Decine di famiglie di studenti delle superiori alle prese con il rebus degli abbonamenti a Busitalia e i bonus non goduti nei mesi scorsi. «Intanto paghiamo», afferma un gruppo di genitori, «ma se non otterremo delle risposte siamo pronti anche ad azioni di disobbedienza civile». Con la ripresa delle lezioni in presenza al 50% per gli istituti superiori, le famiglie che si servono del trasporto pubblico si devono sobbarcare di nuovo il costo dell’abbonamento. I giorni rimborsati lo scorso autunno, dopo una lunga attesa e una trafila burocratica, non sono più validi perché scaduti mentre i ragazzi si trovavano in didattica a distanza.

Credito


I più fortunati avevano ottenuto 101 giorni di credito, per recuperare il periodo perso la primavera scorsa con il lungo lockdown scolastico, ma nella migliore delle ipotesi hanno usufruito di poco più di un terzo del bonus. Nonostante il bonus o, per chi non lo aveva ancora ricevuto, i soldi spesi per abbonamenti non goduti, in questi giorni centinaia di famiglie soprattutto della provincia, in mancanza di informazioni, hanno dovuto sottoscrivere dei nuovi abbonamenti, sostenendo spese anche onerose per chi ha più figli e abita nei paesi più lontani da Padova o dalle altre sedi scolastiche.

«Anche questi abbonamenti, pagati a prezzo pieno», spiega Germana, una mamma di Conselve che si fa portavoce anche di altri genitori, «sono sottoutilizzati visto che i ragazzi frequentano al 50 per cento. Per settimane abbiamo cercato di avere informazioni ma non siamo riusciti ad ottenere alcuna risposta».

Call center

Chiamando al call center 049 20111 un messaggio registrato riporta la scarna comunicazione presente anche sul sito di Busitalia: «In assenza di disposizioni normative che prevedano il ristoro della quota di abbonamento, o del prolungamento dell’abbonamento non utilizzato in questi periodi, al momento non è possibile accogliere eventuali richieste di rimborsi».

«Abbiamo provato anche a mandare delle mail», continua Germana, «ma o vengono ignorate o veniamo rimandati allo stesso messaggio sul sito. Solo a Conselve e dintorni ci sono decine di famiglie alle prese con questo problema, molte sono in difficoltà economica».

Richiesta

«Al momento quel che chiediamo a Busitalia, alla Regione e allo Stato sono solo delle risposte concrete, l’atteggiamento tenuto finora non è rispettoso per un consumatore. Proveremo a coordinarci e a tentare educatamente di avere un riscontro, cercheremo una consulenza legale e ci rivolgeremo direttamente al governatore Zaia e al ministro dei trasporti, quando avremo un governo, e se non basta da marzo metteremo in atto azioni di disobbedienza civile».

Per ora Busitalia, da noi interpellata, non rilascia dichiarazioni. Intanto Elisa Venturini, consigliere regionale padovana che fino all’autunno scorso aveva seguito la questione dei rimborsi da consigliere provinciale, spiega che il problema è già stato posto nella commissione infrastrutture e mobilità della Conferenza Stato Regioni: «È necessaria una nuova disposizione statale che garantisca la copertura legislativa ed economica per i rimborsi o prolungamenti. La Regione ha segnalato il problema e chiesto un intervento normativo per superarlo in tempi brevi». —



© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Patate novelle croccanti con asparagi saltati, uova barzotte e dressing allo yogurt e senape

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi