Travolse un uomo in monopattino, denunciato 82 enne

Torreglia: Un mese dopo L’autista pirata si costituisce, ma i carabinieri l’avevano già individuato  

Gianni Biasetto / TORREGLIA

È un ottantaduenne, F. P. residente nel comune di Abano Terme, l’uomo che la sera del 29 dicembre scorso ha investito con il suo monovolume Fiat Doblò, senza fermarsi a prestare soccorso, Carlo Di Michele, un padovano di 53 anni che viaggiava su un monopattino elettrico. L’urto è avvenuto lungo via San Daniele, a Torreglia, entrambi i mezzi viaggiavano in direzione di Abano Terme.


Il pensionato si è presentato spontaneamente ai carabinieri della compagnia di Abano Terme che erano ormai sulle sue tracce grazie alle indagini fatte sui frammenti dello specchietto retrovisore destro e su altre parti del Doblò rimasti per terra sul luogo dello scontro. L’investitore è stato denunciato a piede libero dai carabinieri della stazione di Bastia di Rovolon che hanno raccolto elementi probatori a suo carico. Dovrà rispondere del reato di lesioni gravi e omissione di soccorso.

L’INCIDENTE

«Non mi sono accorto del monopattino, la strada era buia la visibilità scarsissima», avrebbe dichiarato l’ottantaduenne ai militari che lo hanno interrogato. Resta da capire perché la decisione di costituirsi l’ha presa solo nei giorni scorsi a un mese dall’accaduto. A prestare soccorso al ferito quel pomeriggio, verso le 19, era stato Roberto Pedron di Torreglia.

Un infermiere professionale della Casa di Cura di Abano che a quell’ora si stava recando al lavoro e aveva notato con i fari della macchina il ferito a terra. Di Michele era steso a bordo strada sanguinante e dolorante anche perché dopo la caduta gli sarebbe passata sopra la caviglia destra un’altra auto. Pedron, che lo ha trovato semicosciente, ha prestato i primi soccorsi in attesa dell’arrivo dell’ambulanza che lo ha trasportato all’ospedale di Padova.

LE CONDIZIONI

Ad oltre un mese dall’incidente Di Michele non riesce ancora ad infilarsi le scarpe e a muovere la caviglia destra. Inoltre ha la spalla destra dolorante. Sembra si sia invece quasi del tutto risolto il problema dell’emorragia cerebrale. È stato dimesso con 40 giorni di prognosi ma i tempi di guarigione, secondo quanto fanno sapere i familiari che lo assistono quotidianamente, sarebbero molto lunghi.

«HO AVUTO PAURA DI MORIRE»

«Sono ancora molto scosso, la notte mi sveglio con gli incubi di quei momenti», afferma Carlo Di Michele che venerdì festeggerà con la moglie e i suoi quattro figli i 54 anni. «Capisco l’errore di scappare dopo avermi urtato e scaraventato a terra, ma mi chiedo perché aspettare così tanto per costituirsi e cosa sarebbe successo se non fosse passato da quelle parti Roberto Pedron che mi ha salvato la vita. Se chi mi ha investito si fosse fermato la macchina passata dopo non mi avrebbe schiacciato la caviglia. Ho vissuto momenti drammatici, finché sono rimasto cosciente quella sera steso sull’erba del ciglio della strada ho avuto paura di non farcela». ––

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