«La prevenzione è spesso saltata Più avanti avremo dati peggiori»

Gli amministratori contestano da mesi il blocco del Madre Teresa «Il dato va studiato. L’Usl ha negato un aumento della mortalità» 

monselice

Non basta un numero a confermare un timore o a motivare una così pesante accusa, ma quella percentuale di decessi che lievita nella Bassa non va sottovalutata, anzi. Ne sono convinti i sindaci dell’ex Usl 17, da sempre scettici di fronte alla conversione-Covid del Madre Teresa di Schiavonia. «In Conferenza dei sindaci abbiamo chiesto all’Usl i dati sulla mortalità del territorio, e in questo senso avevamo ricevuto rassicurazioni» commenta Francesco Corso, sindaco di Baone «Questo numero va pesato e verificato, ma può confermare quello che diciamo da sempre: e cioè che la Bassa ha pagato un prezzo altissimo in questa pandemia, anche e soprattutto per la chiusura dell’ospedale alle cure ordinarie». Luca Callegaro, sindaco di Arquà Petrarca, guarda più in là di questa cifra: «Io penso che i dati peggiori saranno quelli dei prossimi mesi. La chiusura del Madre Teresa ha sicuramente fatto saltare la prevenzione per molti cittadini e pazienti di questo territorio. In questo senso, penso che gli effetti si peseranno tra qualche mese se non tra qualche anno, anche in termini di morti. I dati vanno letti attentamente: io non so se la percentuale di decessi più alta nella Bassa sia influenzata dalla chiusura di Schiavonia, ma so per certo che se non ripartiamo seriamente, con i prossimi numeri non avremo più alcun dubbio di valutazione». Più cauto Roberto Milan, sindaco di Bagnoli di Sopra, che rilancia: «Il dato va assolutamente preso in considerazione, ma abbinato anche ad altre riflessioni, soprattutto di tipo demografico. Un esempio: la Bassa è notoriamente un’area ad alto tasso di invecchiamento e in questi anni paghiamo, in termini di malattie e decessi, il boom demografico degli anni Trenta e Quaranta. I maggiori morti rispetto al resto della provincia sono un fenomeno dell’anno-Covid o sono una costante annuale?». Detto questo, Milan non nasconde che «proprio la presenza di una popolazione anziana richiede servizi e rispetto: avere un presidio sanitario sicuro e vicino è doveroso, e in questo sicuramente il territorio ha pagato durante la pandemia». —




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