Il Parco Colli fa marcia indietro Stop all’uliveto nei “vegri”

Sospesa l’autorizzazione dell’esperimento, Scarabello: «Rilevate irregolarità» Sindaco soddisfatto, l’azienda agricola: «Volevamo proteggere l’area dal bosco»

BAONE

L’autorizzazione alla piantumazione di un uliveto nei vegri del Monte Cecilia è stata sospesa. Il Parco Colli fa un primo passo indietro e si riserva di approfondire l’operato e le mancate ottemperanze dell’azienda agricola “Il Mottolo” a cui era stato concesso proprio dall’ente il via a procedere agli impianti.




La vicenda era cominciata a settembre, quando il Parco Colli aveva autorizzato in via sperimentale la creazione di un uliveto nei vegri, un territorio molto particolare dal punto di vista della biodiversità botanica e protetto da numerose tutele regionali ed europee. In questi terreni infatti, germogliano particolari orchidee oltre a custodire la presenza della Ruta Patavina, considerata la pianta più rara d’Italia. Il Comune di Baone, venuto a conoscenza dell’autorizzazione, a gennaio aveva inviato all’ente una richiesta di annullamento in via di autotutela dell’autorizzazione all’impianto di un uliveto e di un vigneto nei versanti interessati dall’habitat del vegro per tutelare il territorio protetto. L’Ente Parco, a fronte di un controllo serrato sull’operato dell’azienda agricola, ha sospeso l’autorizzazione: «Abbiamo riscontrato delle irregolarità nell’impianto sperimentale degli ulivi», spiega il vicepresidente del Parco, Antonio Scarabello. «I tecnici ora stanno approfondendo le dinamiche anche per capire se quanto fatto sinora ha arrecato danni ai vegri».

L’intento del Parco era di tutelare i vegri dall’avanzare del bosco e per questo aveva autorizzato la sperimentazione dell’impianto di ulivi, una sperimentazione farcita di vincoli, «Tutto deve avvenire nel rispetto delle regole e del territorio ma abbiamo verificato che non era stato presentato il piano di sfalci, oltre a non aver costituito la polizza fideussoria richiesta», continua Scarabello. «Inoltre nemmeno i monitoraggi delle opere all’inizio dei lavori sono stati presentati. I sopralluoghi ci faranno capire come poter procedere, ma al momento ogni impianto di uliveto è stato sospeso».



Per il Comune di Baone questo è stato un primo traguardo. «La nostra attività di attenzione al territorio è stata premiata», commenta il sindaco Francesco Corso. «Non ci risulta inoltre che nelle zone di riserva naturale ad habitat 6210 ci siano norme che prevedano la sperimentazione e noi continueremo a salvaguardare i nostri Colli».

Le richieste del primo cittadino erano state rafforzate da centinaia di mail inviate al Parco. Per ciò che riguarda i proprietari dell’uliveto, questa la loro replica: «Il nostro era un modo per preservare il territorio, dato che qui erano già presenti coltivazioni. Avevamo tutta la documentazione pronta e stavamo procedendo a realizzare quanto chiesto dall’ente. Ora ci fermeremo e non faremo nemmeno ricorso al Tar: volevamo valorizzare i vegri e proteggerli dal bosco, ma a quanto pare l’operazione non è stata capita. Non vogliamo più alimentare dibattiti politici, quindi non porteremo più avanti alcun impianto». —



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