Il primo lupo nei Colli Euganei, i carabinieri forestali l'hanno fotografato

Il lupo fotografato nell'area del Parco Colli Euganei

Potrebbe essere un esemplare, o più di uno, in arrivo dall'area della Pedemontana, alla ricerca di un nuovo territorio dove insediarsi

MONTEGROTTO. Grazie al posizionamento strategico di fototrappole, i Carabinieri Forestali della stazione di Montegrotto Terme, in coordinamento con il personale tecnico del Parco regionale dei Colli Euganei, hanno potuto documentare nell’area sud del Parco la presenza di un esemplare di canide che, a seguito dell’esame delle immagini e dei video da parte degli esperti della Regione è risultato, sulla base dei caratteri fenotipici, essere proprio un lupo.

Era dall’episodio di predazione a spese di un cagnolino nel comune di Baone a fine novembre che la notizia era attesa, quasi aleggiava tra gli addetti ai lavori. L’intenso monitoraggio mediante fototrappole in tutta l’area ha quindi consentito, tra l’ultima settimana di dicembre e la prima decade di gennaio, di riprendere a più riprese l’esemplare.

Ecco il video del primo lupo sugli Euganei

Inoltre, grazie ad ulteriore materiale video raccolto da alcuni appassionati ricercatori faunisti che già avevano foto trappole attive nell’area, materiale messo a disposizione delle autorità, la presenza dell’esemplare, una femmina, nell’area del parco sembra risalire già all’inizio ottobre. Le attività di monitoraggio comunque proseguono, da un lato per la ricerca di campioni biologici (escrementi, peli) da sottoporre ad analisi genetiche, grazie alle quali sarà possibile chiarire la provenienza dell’animale, dall’altro per monitorarne la permanenza nell’area.

L’esperta: «La convivenza con il lupo è possibile con l’impegno di tutti»

"In base alle conoscenze sulla specie, possiamo sicuramente affermare che si tratta di un esemplare in dispersione, che è quel particolare momento della vita dei lupi in cui i giovani lasciano per sempre il branco territoriale in cui sono nati, alla ricerca di un nuovo territorio da occupare permanentemente e in cui eventualmente formare un nuovo branco" sottolinea la nota dei carabinieri.

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"Gli spostamenti dei lupi in dispersione possono coprire anche migliaia di chilometri attraversando ambienti totalmente inadatti alla specie. Pertanto, sebbene i branchi più vicini siano quelli della pedemontana veneta e delle Dolomiti, non possiamo escludere che l’esemplare possa provenire da popolazioni ben più distanti, come quella appenninica o quella balcanica, e solo le analisi genetiche potranno chiarire questo punto. In un momento storico di forte espansione territoriale di tutte le popolazioni di lupo continentali – fenomeno del tutto naturale in conseguenza del progressivo abbandono delle aree montane e collinari e dell’aumento delle popolazioni di ungulati selvatici, l’abbondanza di aree boscate di rifugio e di prede selvatiche (cinghiali, caprioli, daini) rendono l’area dei Colli Euganei sicuramente attraente per questa specie, la cui presenza temporanea è stata peraltro documentata già negli anni scorsi nei vicini Colli Berici".

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La sua comparsa nei colli Euganei non è quindi una vera sorpresa. La sua possibile permanenza in quest’area, che solo il prosieguo del monitoraggio potrà confermare, non deve destare timori né tra i residenti né tra i tanti turisti ed escursionisti che frequentano l’area (è una specie di norma elusiva e timorosa nei confronti dell’uomo, a carico della quale in tutta Europa non si registrano aggressioni nei confronti delle persone da 150 anni), ma va letta senz’altro positivamente in quanto rappresenta un fattore di arricchimento della biodiversità e può rappresentare un importante elemento naturale di equilibrio per tenere sotto controllo la fauna selvatica, soprattutto il cinghiale, che da tempo rappresenta un pericolo per gli automobilisti e causa di ingenti danni alle produzioni agricole.

D’altro canto la sempre più evidente espansione di questa specie in aree fortemente antropizzate, non più solo montane e pedemontane, ma anche di pianura, rende necessario da parte di tutti i soggetti istituzionali coinvolti il massimo sforzo per una gestione coordinata di tutte le attività che questa presenza richiede, a partire dal monitoraggio, alla prevenzione delle predazioni sul bestiame domestico, alla corretta comunicazione e informazione ai residenti e a tutti i portatori di interesse.

Nel merito il vicepresidente del Parco Colli Antonio Scarabello nel segnalare la celerità dell’azione congiunta svolta dai Carabinieri Forestali, dal personale del Parco, dalla Regione Veneto nella Direzione Agroambiente Gestione Faunistico Venatoria, nel documentare questa “ nuova presenza”; evidenzia, che l’attività di monitoraggio del “lupo” sarà costante all’interno del territorio del Parco.

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Il comandante del Gruppo Carabinieri Forestale di Padova, tenente colonnello Federico Corrado, fa sapere che l’impegno dell’Arma sarà a 360 gradi. Dopo la scomparsa di Gioia, il piccolo cagnolino della famiglia Sattin di Baone sono iniziati alcuni sopralluoghi sull’area.

I militari della Stazione Forestale di Montegrotto, in collaborazione con i tecnici dell’Ente Parco, sin da subito si sono resi conto che poteva trattarsi di un atto predatorio da parte di un altro animale. Quale in particolare era prematuro poterlo dire, ma i segni lasciti sul terreno (impronte) hanno consentito per lo meno di fare delle esclusioni. E’ iniziata così una stretta collaborazione con l’Ente Parco Colli Euganei attraverso il posizionamento strategico di alcune foto trappole in dotazione all’Arma, lontano dalle abitazioni ed all’interno del bosco. Le prime immagini in assoluto, sebbene poco chiare ma rappresentative, risalgono alla prima decade di dicembre.

"Non era chiaro se poteva essere un cane randagio o uno sciacallo dorato, ma da allora senza sosta abbiamo intensificato il monitoraggio e siamo riusciti a riprendere l’esemplare in altre circostanze" proseguono i carabinieri "Un video del 5 gennaio scorso, dopo essere stato fatto analizzare dai massimi esperti della Regione Veneto, ha confermato che si tratta proprio di un lupo. La sua presenza all’interno del Parco è una realtà e questo implica un maggiore impegno da parte dei Carabinieri Forestali per la sua salvaguardia e dell’Ente per la sua gestione.

Si tratta di una specie particolarmente protetta, tutelata sia da norme nazionali (legge sul prelievo venatorio) che internazionali (Convenzione di Washington sul commercio internazionale di specie in via di estinzione) che impone la massima concentrazione ed attenzione, anche attraverso una intensificazione dei servizi di vigilanza col fine di tutelarne la sua incolumità.

Ora l’impegno sarà massimo e l’auspicio è di una stretta sinergia operativa ed informativa fra tutti gli attori, professionisti e cittadini, anche in virtù di una futura e quanto imminente fase di campionamento e monitoraggio. La presenza del lupo nel territorio del Parco non deve incutere alcuna preoccupazione, l’animale non è pericoloso per l’uomo, ma sicuramente occorre adottare alcune misure di precauzione per proteggere i nostri animali d’affezione e da reddito. Di certo si dovrà evitare di lasciare liberi i nostri amici animali nelle ore serali e notturne, e per chi possiede ovini, caprini, asini e cavalli al pascolo, alla sere deve farli rientrare in ricoveri fissi e stalle

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