Contenuto riservato agli abbonati

Padova, cinque interdittive in un anno e rischio infiltrazioni mafiose: «Capannoni vuoti e crisi, area a rischio»

Gli uomini della Direzione investigativa antimafia impegnati in un controllo

Il prefetto Renato Franceschelli in cabina di regia per le verifiche: «Territorio fragile, manca coscienza su questi fenomeni»

PADOVA. Cinque interdittive in un anno, un gruppo interforze che monitora costantemente la situazione e una direzione chiara per il futuro: continuare a vigilare su questo tessuto economico ricco ma fragilissimo. Il prefetto di Padova Renato Franceschelli non ha dubbi: «Questa è la strada per difendere un territorio in cui manca la coscienza per questo genere di fenomeni». Interdittive antimafia per il Consorzio Real Europe Group, per la Rentime Srl e per la Telia Srl. Interdittiva semplice per SpazioVerde Srl di Padova e per la Civer di Vigodarzere.

Il consorzio è una entità terza rispetto a ditte che lo compongono. Il lato “buono” di questa formula è che mettendo insieme più ditte, ognuna con competenze diverse, è possibile partecipare a bandi altrimenti irraggiungibili per le singole aziende che ne fanno parte. Una volta aggiudicato l’appalto, il consorzio si occupa poi di distribuire il lavoro in base alle competenze. Il lato oscuro di questo sistema coincide con la difficoltà nell’eseguire i controlli.

«Se ogni azienda è sotto il 10 per cento della quota io devo controllare solo gli amministratori del consorzio e non tutti gli altri» spiega il prefetto. Il rischio è che le persone “pulite” di facciata che rappresentano il consorzio, nascondano il realtà soggetti vicini alla criminalità organizzata. Nessuna delle tre realtà individuate lavorava in Veneto ma avevano comunque spostato la sede, probabilmente la convinzione di mettere radici.

Per quel che riguarda il Consorzio Stabile Real Europe Group, operante nel campo delle costruzioni, ha una sede a Padova in via Savonarola 217 e una a Treviso in via Botteniga 235. La Direzione investigativa antimafia di Padova ha rilevato controindicazioni che riguardano alcune società che lo compongono, per cui si configurerebbero aderenze con l’area ’ndranghetista. L’amministratore unico è la trevigiana Valeria Cacciolato mentre il preposto alla gestione tecnica è Francesco Rocco Linarello. La Rentime, che con il Consorzio Stabile divide la sede di via Savonarola 217, è una società attiva nel noleggio di mezzi: amministratore unico è Maria Polverino (socio Giuseppe Polverino di Telia), il capitale sociale ammonta 10 mila euro. Telia Srl, invece, ha sede in sottopasso Mario Saggin 2.

Telia Srl ha fatto ricorso al Tar del Veneto, il quale però non ha ritenuto di concedere la sospensione del provvedimento in attesa della sentenza. Rentime ha fatto addirittura ricorso al capo dello Stato.

Gli altri due provvedimenti firmati dal prefetto nel 2020 riguardano due realtà che nulla hanno a che fare con la criminalità organizzata ma i cui titolari o dirigenti hanno alle spalle i cosiddetti reati ostativi, come fallimenti o bancarotta. Una situazione che però si sblocca nel momento stesso in cui cambia la persona alla guida dell’azienda. È questa la situazione per SpazioVerde e Civer.

La macchina dei controlli ha quindi la sua cabina di regia in Prefettura, dove è stato costituito un gruppo interforze con polizia, carabinieri, guardia di finanza e Dia. Il capo di gabinetto della Prefettura coordina i lavori e mette insieme le informazioni raccolte dagli investigatori. Il 2021 è partito già a pieno regime. All’orizzonte ci sono altre interdittive. «In città e provincia ci sono tanti capannoni vuoti e questo ci preoccupa ma anche ci motiva a proseguire la strada della verifica battente» specifica Franceschelli, ben conscio di tutti i pericoli che può celare una crisi economica profonda come quella in atto. —


 

Patate novelle croccanti con asparagi saltati, uova barzotte e dressing allo yogurt e senape

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi