Malata oncologica multata mentre va dall’estetista fuori paese

L’estetista Monia Cavazzana con i prodotti dedicati ai malati oncologici

Doveva raggiungere un salone a Carceri: la legge non lo permette, è stata sanzionata per 400 euro a Boara Pisani. “Ma io ho bisogno di garanzie” 

PADOVA. È la sua estetista da otto anni. Otto anni importanti per la vita di C.F.: sono gli anni in cui la donna, che vive a Boara Polesine, ha scoperto di avere un tumore e ha imparato a convivere con esso. Proprio per questa condizione inevitabilmente delicata, C. (per questione di privacy, verranno utilizzate solo le iniziali) ha scelto Monia come estetista di fiducia: per i prodotti usati, per l’attenzione alle esigenze di cui una malata oncologica necessita, per il supporto morale e psicologico che, in questi anni, è servito anche come medicina.

Due settimane fa, l’11 gennaio scorso, queste motivazioni non sono bastate a risparmiarle la multa: C. aveva appena attraversato il ponte sull’Adige di Boara Pisani per raggiungere il Centro estetico Afrodite di Monia Cavazzana, a Carceri. Quando la sua vettura ha varcato i confini padovani, C. è stata fermata ad un posto di blocco di polizia locale. Per lei sanzione di 400 euro: non è possibile raggiungere un altro Comune per andare dall’estetista, la norma prevede che ci si rivolga al salone più vicino. E in questo episodio, e ancor più nelle parole della multata, emerge tutto il paradosso di leggi che spesso cozzano con il buonsenso.
il rapporto di fiducia

«Ho conosciuto Monia nel 2012 e la prima cosa che ho notato sono state l’estrema igiene e pulizia, ma soprattutto la sua serietà e preparazione» spiega C.F. «Le parlai apertamente del mio problema, del mio tumore: mi stupì molto la sua reazione composta ma notai gli occhi lucidi. Ancora oggi vado da lei perché è un grande supporto morale».

Continua la donna: «Ogni volta che decido di fare qualcosa per sentirmi donna come le altre, Monia è sempre disponibile a fornirmi spiegazioni e composizioni dei prodotti che usa, e grazie alla sua preparazione io posso essere una donna normale. Quando parlo con il mio oncologo, mi dice sempre che non è facile trovare estetiste così preparate in materia: purtroppo noi pazienti oncologici dobbiamo essere trattati con le pinze».

Quell’11 gennaio, davanti alle forze dell’ordine, C. ha provato invano a spiegare tutto questo: «Per me è stato veramente inconcepibile non poter andare da lei e soprattutto prendere una multa. Rispetto le regole, ma non potermi recare fuori dal mio Comune per fare delle cure estetiche mi pare esagerato».
cure delicate

La donna tiene a far capire che quelle rivolte a persone fragili come delle malate oncologiche sono ben più di cure estetiche: «La chemioterapia che effettuo tutti i giorni da cinque anni a questa parte mi provoca desquamazione e tagli alla pelle del viso. La norma che vieta questi spostamenti non prevede il rapporto fiduciario con un’estetista? Qui stiamo parlando di una professionista, che ha una preparazione oncologica, per poter trattare le persone come me: non parliamo di una pulizia al viso che una qualsiasi estetista può fare». C.F., in questi giorni impegnata a Lugano per una terapia, non farà ricorso e pagherà i 400 euro: chiederà, però, al suo oncologo di preparare un certificato che in qualche modo autorizzi lo spostamento verso l’Afrodite.
lo sfogo dell’estetista

Tra i più indignati c’è la stessa Monia, estetista di fiducia della donna: «Forse non si ha idea di cosa voglia dire, per una donna, mostrare il proprio corpo dopo un trattamento sanitario così invasivo, o anche solo dopo un’operazione chirurgica. Non è cosa che si può fare con tutti. Forse non si conosce la delicatezza di pelli che devono subire trattamenti e medicamenti continui e forse non si sa che ci sono molte professioniste, come me, che seguono corsi e accademie per essere pronte a garantire la massima attenzione a queste persone. Andare in un salone o in un altro non è assolutamente la stessa cosa». —

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