Travolto dal mezzo in manovra 5 indagati per omicidio colposo

Ci sono cinque indagati per l’infortunio sul lavoro che il 5 novembre scorso è costato la vita a Maurizio Pengo, sessantacinquenne che dopo aver vissuto per tanti anni in via Chiesanuova a Padova, da pochi mesi si era trasferito con la famiglia a Piove di Sacco. Pengo è morto dopo essere stato travolto da un camion in manovra all’interno della sede della Brt Bartolini di via Nuova Zelanda.

Per la responsabilità di quell’infortunio ora la giustizia chiama in causa cinque persone. Indagati, per ora: le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Silvia Golin, sono ancora nella fase preliminare. Il pm ha iscritto nel registro degli indagati Giampaolo Radich di Spinea (Venezia), Andrea Rizzi di Pozzonovo e Gabriele Lovato di Mirano (Venezia) in qualità di responsabili del magazzino della Brt Bartolini, e con loro anche Claudio Sarti, legale rappresentante della Time Log, la ditta che gestisce la movimentazione delle merci nel deposito e l’autista Carlo Iovine di Loreggia, che era alla guida del camion che ha investito Pengo. Sono tutti accusati di omicidio colposo.


La dinamica dell’infortunio era parsa chiara fin da subito, quando soccorritori del Suem 118, polizia e operatori dello Spisal dell’Usl 6 Euganea erano giunti nello stabilimento di via Nuova Zelanda trovando il sessantacinquenne a terra in fin di vita. Pengo era appena sceso dal suo camion e stava attraversando il piazzale quando il collega alla guida di un altro mezzo stava facendo retromarcia. Era buio - l’infortunio è avvenuto intorno alle 18 - e l’autista non si è accorto dell’uomo sulla traiettoria del suo camion, travolgendolo. Pengo è morto poco dopo, nonostante gli strenui tentativi dei sanitari del Suem 118 di rianimarlo. Quello che resta da capire è se tutte le norme di sicurezza sul lavoro fossero rispettate nel magazzino della Brt Bartolini. Ed è proprio su questo aspetto che si è focalizzato l’incidente probatorio che si è svolto ieri pomeriggio in tribunale a Padova.

Secondo l’accusa, infatti, pare che i mezzi utilizzati per spostare i container carichi di merce non fossero adatti al compito. Si sarebbe trattato per lo più di trattori di tipo agricolo, sottodimensionati rispetto alle necessità e con un sistema di ancoraggio del carico non rispondente alle prescrizioni. In più viene contestata l’assenza degli allarmi sonori per i mezzi in manovra. Molti di questi rilievi, fatti propri dal pubblico ministero e materia dell’incidente probatorio, sono emersi dalla relazione dello Spisal. In occasione dell’incidente probatorio è stato anche nominato un perito che avrà il compito di ricostruire le fasi dell’infortunio. —



2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Val d'Ega imbiancata: le ferite ricucite di Vaia

Panino con hummus di lenticchie rosse, uovo e insalata

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi