Gestione dei contagi tra studenti, ecco il vademecum per i presidi

Incontro tra Ufficio scolastico provinciale di Padova e Usl in vista della ripartenza dal primo febbraio: «In presenza di positivi successivi al caso zero scatterà il prolungamento della quarantena» 

PADOVA. Separati in classe e distanziati sull’autobus. E, ancora, potrebbe non bastare a fermare il virus. Per questo, dopo aver portato a termine tutti gli interventi necessari per riaprire le scuole superiori, pur al 50%, restava solo da chiarire, al di là di ogni ragionevole dubbio, cosa fare in caso di contagio. E di dubbi, perplessità, precisazioni, ne sono stati espressi moltissimi nell’incontro che si è tenuto martedì 26 gennaio tra Ufficio scolastico provinciale e Servizio di igiene e sanità pubblica (Sisp) dell’Usl cui hanno preso parte anche i dirigenti delle scuole del territorio, dall’infanzia al diploma.

Un’occasione per ottenere chiarimenti per i presidi che hanno surfato coraggiosamente sulla seconda ondata dell’epidemia cercando di tenere in equilibro il diritto allo studio in presenza per i più piccoli, e soprattutto per i dirigenti delle scuole superiori, che sentono il peso dell’aspettativa della riapertura delle scuole senza nuovi arretramenti.

«Il Sisp si è concentrato non tanto sull’aspetto sanitario del rientro in aula, ritenendo che le scuole si siano rivelate in grado di gestire la situazione» rivela Roberto Natale, direttore dell’Ufficio scolastico provinciale «al centro dell’incontro, invece, ci sono stati piuttosto gli aspetti procedurali in caso di contagio».

Roberto Natale


Punto fermo per la ripartenza è la norma ormai acquisita che prevede la messa in quarantena di tutta la classe in presenza di uno studente positivo. Dal giorno successivo all’avvenuta conoscenza del contagio, il dirigente scolastico sospende l’attività in presenza e attiva formalmente la didattica a distanza per la classe. Nel frattempo il Sisp, avvisato della situazione, predispone il tampone per tutti gli studenti posti in quarantena.

Se non ci sono ulteriori casi di contagio, dopo dieci giorni la classe viene riammessa a scuola senza bisogno di essere sottoposta a ulteriore test, cui dovrà invece sottoporsi il positivo. In tutti gli altri casi, è sufficiente presentare il risultato del primo test negativo per essere riammessi.

Cambio di strategia, invece, qualora nei giorni successivi, al primo caso dovessero aggiungersi nuovi contagi: «Durante l’incontro questo è stato uno dei nodi di maggior interesse» prosegue il direttore dell’Ufficio scolastico provinciale «in questo caso, per evitare di procedere con nuovi test per tutti, è stato ritenuto più opportuno prorogare la quarantena per tutta la classe».

Affinché un’organizzazione già resa particolarmente fragile dalla libera circolazione del virus possa funzionare, è fondamentale che il meccanismo sia oliato con precisione, a partire dai tamponi: «Il Sisp ci ha dato un numero di telefono e una mail che ci garantiscono una corsia preferenziale» prosegue Natale «per gestire al meglio queste misure dobbiamo trovare i meccanismi per lavorare insieme come Ufficio scolastico, Sisp, medici di medicina generale e presidi. I tempi di risposta, ciascuno per le proprie competenze sono fondamentali e speriamo che il sistema regga. Non ci sono bacchette magiche per risolvere la situazione, ma è una soddisfazione vedere le istituzioni collaborare. E questa è la migliore risposta che possiamo offrire».

Tra due settimane-un mese, previsto un nuovo incontro «per fare il tagliando» e testare l’andamento della nuova realtà. Intanto, domani il prefetto ha convocato il tavolo di coordinamento per chiudere il cerchio sull’apertura delle scuole superiori. —


 

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