La storia di Cola sopravvissuto ai lager diventa un video

Antonio Cola compirà 100 anni a maggio

Carmignano, la preziosa testimonianza raccolta in occasione della Giornata della Memoria. Il documentario sarà proposto nelle scuole

CARMIGNANO. Antonio Cola, classe 1921, prossimo a festeggiare il secolo l’11 maggio, è uno dei pochi testimoni tra i sopravvissuti ai campi di concentramento. La sua storia è stata raccontata in una videointervista fatta dall’associazione “Siamo Carmignano”, che uscirà domani in occasione della giornata della Memoria.

«La sua testimonianza è un regalo prezioso per tutta la comunità», afferma il presidente dell’associazione “Siamo Carmignano”, Francesco Securo.

Siamo nel settembre del 1943, quando Badoglio firma l’armistizio: Antonio è un giovane militare di 22 anni in servizio a Pola. Quando gli annunciano la fine della guerra, ci crede poco e infatti dopo quattro giorni si ritrova prigioniero in una caserma tedesca.

«Arriva l’ordine di partire in fila per due con una guardia tedesca», racconta Antonio. «Da Pola a Venezia in nave, poi c’è il treno pronto per Tarvisio. Avrei potuto saltare giù, ma era troppo pericoloso. Il 17 ottobre arrivo in un campo di concentramento dei militari obbligati a lavorare: mi assegnano il numero di matricola, mi fanno la doccia e disinfettano i vestiti. Per un periodo lavoro d’inverno a pulire fossi vicino al fiume Roda: si mangia una zuppa al giorno e si dorme in una stalla di pecore. Poi ci mettono dentro ad un vagone e ci spediscono in un altro campo. Fa un freddo terribile e ci sono i candelotti di ghiaccio. Ci va meglio nel trasferimento a Natale dove si può finalmente mangiare due pasti in fabbrica, pagandoli 120 marchi al mese. In aprile con la liberazione passiamo sotto agli inglesi, che non ci trattano tanto meglio. Fino a giugno siamo bloccati dai bombardamenti: mi ammalo di nefrite e rimango in infermeria. Poi il ritorno in treno fino a Verona, in bus verso Padova e da lì a piedi fino a casa. Fine dell’incubo. Sono salvo».

Vedovo da quasi 30 anni, Antonio Cola ha cinque figli, sette nipoti e un pronipote. «Il documentario ora passa alle scuole», assicura l’assessore all’Istruzione Eric Pasqualon. —


 

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