La "Notte scozzese" di Padova chiede la riapertura dei musei

L'iniziativa tra musica e brani di letteratura si è snodata lungo il centro. La Burns Night vuole richiamare l'attenzione sui luoghi di cultura cittadini

PADOVA. Una cornamusa e un lettore hanno accompagnato ieri sera il flash mob dall’animo scozzese, partito qualche minuto dopo le 19 da piazzale del Santo, per raggiungere in modo ordinato Ponte della Morte, il sagrato del Duomo e infine al Ponte San Leonardo.
 
Un’iniziativa pensata da un gruppo di amici padovani per ricordare la ricorrenza della Burns Night, anniversario della nascita di Robert Burns, poeta romantico scozzese, e per riaccendere l’attenzione sui siti di cultura cittadini, come i musei.
 

La notte scozzese a Padova tra cornamuse e letteratura delle Highlands

 
«Solitamente festeggiavamo questa giornata in Scozia», spiega il promotore Umberto Loschi, «quest’anno non è possibile, per questo abbiamo pensato di portare un po’ di Scozia a Padova con una performance che ha visto un suonatore di cornamusa e un lettore, impegnato a leggere alcuni versi di Burns".
 
L’iniziativa però è diventata anche un appello che ha a cuore i musei della città, che li vuole aperti e liberi: «In questo momento buio pensiamo a quando i musei riapriranno, questi luoghi di cultura e storia dovrebbero essere liberi, aperti, senza filtri e barriere».
 

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