Maltempo: sale per riparare il tetto, cade e muore infilzato in un forcone

Lucio Fasolo con la moglie e il nipotino

L'uomo voleva riparare il tetto della stalla utilizzando come scala alcuni bancali. Ha perso l'equilibrio ed è caduto su di un forcone che lo ha trafitto al cuore

VEGGIANO. Una morte assurda, un destino crudele. Lucio Fasolo, un pensionato di sessantadue anni di Veggiano, è morto nel tardo pomeriggio di venerdì sotto la tettoia di un capannone adibito a stalla, a 50 metri da casa, infilzato al torace da un forcone. Un attrezzo di quelli che vengono utilizzati nel lavoro dei campi per il trasporto e il carico delle balle di fieno.

Intorno alle 18.30, mentre pioveva a dirotto, l’uomo nel tentativo di riparare un’infiltrazione d’acqua dal tetto era salito su alcuni bancali di legno accatastati in modo instabile vicino alla parete esterna della stalla. Improvvisamente ha perso l’equilibrio ed è caduto a terra da un’altezza di 2/3 metri, proprio sopra il forcone agganciato ad un trattore. Uno degli spuntoni si è conficcato sulla parte sinistra del torace, all’altezza del cuore, provocando la morte immediata.

Ecco la villetta dov'è successa la tragedia

I SOCCORSI

A scoprire la tragedia e a chiamare i soccorsi sono stati la moglie Renata, preoccupata perché non vedeva il marito rientrare a casa per la cena, e il fratello Angelo che abita nella mezza bifamiliare a fianco di quella di Lucio e condivide con il fratello il capannone. I sanitari del Suem 118 arrivati sul posto assieme ad una pattuglia di carabinieri della stazione di Selvazzano, hanno tentato per circa un’ora di rianimarlo ma non c’è stato nulla da fare. I primi accertamenti escludono che ci siano responsabilità di terze persone e il pubblico ministero informato dell’incidente ha disposto la consegna della salma ai familiari per i funerali.

IL DOLORE DELLA FAMIGLIA.

Lucio Fasolo viveva con la moglie e la suocera Maria di 84 anni in una bifamiliare a ridosso del canale Tesina, al civico 22 di via Petagni, la strada che taglia in due l’abitato di Veggiano. Oltre alla moglie e alla suocera lascia due figli: Fabio di 39 anni e Mirco di 35 che vivono con le relative compagne in un paese non lontano da quello dei genitori. Venerdì sera appena informati della tragedia si sono precipitati nella casa paterna.

PERSONA SQUISITA.

La notizia della tragedia che ha colpito la famiglia Fasolo, ieri mattina ha scosso l’intero paese dove Lucio era molto conosciuto e stimato per aver guidato per anni lo scuolabus comunale. Un lavoro che aveva lasciato per andare a fare il trasportatore di carburanti alle dipendenze di una ditta di Montegalda (Vicenza). Da quattro anni era in pensione e si dedicava alla famiglia e ai suoi hobby: la coltivazione del piccolo podere di famiglia, l’allevamento di animali (mucche, maiali, galline), l’orto e piccoli lavoretti di falegnameria. “Mio suocero viveva in simbiosi con la moglie, erano sempre insieme, condividevano ogni scelta, ogni spostamento”, racconta addolorata la compagna di Mirco. “Stravedeva per il nipotino Leonardo di tre anni, venerdì pomeriggio era andato a prenderlo alla scuola materna e avevano giocato insieme fino a un’ora prima di questo inspiegabile, orribile incidente”.

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