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Grondaie, contatori, aiuole del Parco Iris e in mezzo ai rifiuti, ecco dove viene nascosta la droga a Padova 

La Finanza scova 170 grammi di eroina tra le aiuole del parco, la polizia locale 40 di cocaina in via Fornace Morandi

PADOVA. Una giornata, quella di venerdì, che è stata una forte controffensiva allo spaccio a Padova; una risposta dura a uno dei problemi più sentiti nel territorio.

Le forze dell’ordine sono intervenute quasi in contemporanea in diverse zone sferrando un colpo al commercio degli stupefacenti e realizzando sequestri significativi. Una decisa risposta, questa all’Sos lanciato da cittadini e comitati di quartiere.

Ci sono le aiuole del Parco Iris, i piloni della tangenziale all’Arcella, ma anche i cumuli di rifiuti all’ex Configliachi e i cespugli della Stanga. Nei mesi scorsi pure i contatori dell’Enel al Portello e le grondaie in via Valeri. Maggiore è la creatività, più alta è la possibilità di scansare i controlli. Lo spaccio di droga in città si articola anche attraverso i più svariati nascondigli - spazi estranei all’attenzione in cui poter “parcheggiare” lo stupefacente da vendere - e ne sono prova le due operazioni portate a termine dalla Guardia di finanza e dalla Polizia locale di Padova.

I finanzieri del Comando provinciale della Guardia di finanza di Padova, coordinati dalla locale Procura, hanno arrestato Wissem Rouissi, 41 anni, tunisino residente a Padova e disoccupato: il 41enne era il capo di un gruppo di connazionali che aveva il Parco Iris come stabile base per lo spaccio di stupefacenti.

Gli appostamenti messi in atto dalle Fiamme gialle hanno permesso di documentare l’intensa attività di questi spacciatori, che sfruttavano in particolare l’oscurità delle ore serali. Nella principale area verde della città, molto frequentata anche da famiglie e studenti, gli immigrati in questione smerciavano importanti dosi di droga. Di fatto, l’eroina necessaria a soddisfare le richieste giornaliere veniva preventivamente nascosta durante il giorno tra le aiuole del Parco: la sera, quindi, avvenivano le cessioni.

I militari del Nucleo di polizia economico finanziaria hanno utilizzato telecamere ad intensificazione di luce, che hanno documentato i traffici illeciti anche con l’ostacolo del buio. Venerdì, all’imbrunire, è scattato il sequestro: 170 grammi di eroina, avvolta in un involucro di cellophane, nascosta in una aiuola durante la sera. Le successive perquisizioni a casa del “capo” Rouissi e di un altro responsabile hanno portato anche al sequestro di cellulari e denaro.

L’altro sequestro di droga è stato operato dalla Polizia locale, chiamata a verificare alcune segnalazioni arrivate da Arcella e Pontevigodarzere, e in particolare in via Fornace Morandi, nota zona di spaccio. Gli agenti, grazie al fiuto delle due unità cinofila antidroga, hanno recuperato 40 grammi di cocaina, già pronta per la cessione, che era stata occultata alla base di uno dei piloni della tangenziale.

È stato richiesto anche l’intervento dei vigili del fuoco, arrivati con un’autoscala per accedere alla struttura metallica aerea. Durante l’intervento non è stata accertata la presenza di persone, ma erano evidenti i segni recenti del loro passaggio e bivacco. Qui sono stati recuperati un bilancino di precisione e del materiale per il confezionamento delle dosi. —


 

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