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Trenta morti al Configliachi di Padova nei primi 20 giorni dell’anno, ma non per solo Covid

L'ingresso della struttura

Nell’Ipab di Chiesanuova in questo momento si registrano 120 positivi ossia la metà degli ospiti, mentre tra i dipendenti i contagi sono 56

PADOVA. Il Covid è entrato anche nella casa di riposo Configliachi, in via Sette Martiri, a Chiesanuova. Sono già trenta i decessi, su 242 ospiti, registrati dall’inizio dell’anno per una percentuale pari al 12.5%. Non tutti i decessi sono stati causati dal Covid, ma il virus in molti casi ha avuto un peso determinante. Nell’Ipab di Chiesanuova in questo momento si registrano 120 positivi ossia la metà degli ospiti, mentre tra i dipendenti i contagi sono 56.

La situazione sanitaria è migliore alla residenza Breda, a Ponte di Brenta, gestita dagli amministratori del Configliachi per decisione della Regione Veneto dopo il crack finanziario accusato dalla Pia Fondazione Breda. Su 86 ospiti, i decessi si contano sulle dita di una mano, mentre i positivi sono 29 tra gli ospiti e 18 tra i dipendenti.

«Siamo molto preoccupati per i decessi avvenuti in questi primi venti giorni dell’anno» sottolinea il presidente Angelo Fiocco. «Anche se non tutte le morti sono state causate dal Covid, molti di questi ospiti accusavano da tempo di patologie pregresse che il coronavirus ha aggravato. Perciò abbiamo potenziato subito i già rigorosi protocolli sanitari all’interno della struttura. Abbiamo deciso di non accettare, almeno per il momento, nuovi ospiti su domanda presentata dai familiari e di tornare a vietare ogni tipo di visita da parte dei familiari».

Continua Fiocco: «Inoltre c’è carenza d’organico sia tra gli operatori sociosanitari e tra gli infermieri: ne mancano 15 su 30 ma al nostro accorato appello non risponde nessuno». La struttura è in grado di «offrire l’alloggio gratis a coloro che, eventualmente, verrebbero da lontano, ma ancor oggi le maestranze sono costrette a lavorare in condizioni difficili, saltando spesso i riposi e i permessi».

Anche la Regione non risponde alla diffida inviata dagli amministratori del Configliachi sulla possibilità di utilizzare soltanto tamponi molecolari. «Se avessimo potuto usare solo e sempre i molecolari, non ci sarebbe stata confusione tra negativi che poi sono risultati positivi», aggiunge Angelo Fiocco. «Così almeno i nostri interventi sanitari sarebbero risultati più efficienti». —
 

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