Il ponte sul Brenta spacca la Lega

Zordan, sindaco di Vigodarzere, frena sul progetto da 9 milioni ripresentato dal vicepresidente Bano

«Piena sintonia». Questa la versione ufficiale emersa dalla riunione di lunedì sera in Provincia per discutere del futuro del ponte sul Brenta tra Vigodarzere e Limena. In realtà, quel ponte sta diventando un caso politico tutto interno alla Lega in vista delle prossime amministrative, e per questo rischia seriamente di non essere mai realizzato a discapito della circolazione del traffico nei due comuni e di quella all’ingresso Nord di Padova.

Stiamo parlando dell’ipotesi di un nuovo ponte per collegare la viabilità dell’Alta padovana tra la tangenziale nord di Limena e la provinciale “Brentana”, che potrebbe contribuire in parte anche a distribuire meglio il flusso di mezzi in ingresso nella città del Santo. Un progetto da 9 milioni di euro ripreso in mano dal vicepresidente leghista della Provincia Marcello Bano che, nei mesi scorsi, aveva ottenuto il via libera per uno studio di fattibilità (vedi rendering). Studio di fattibilità che tra l’altro “rinfresca” quello del 2012, quando assessore alla viabilità a Palazzo Santo Stefano era Roberto Marcato, punta di diamante della giunta Zaia. Dopo l’incontro di lunedì sera tra gli amministratori interessati, convocato dal presidente Fabio Bui anche alla luce di una mozione presentata dai consiglieri Barbara Cocco, Fabio Miotti ed Enrico Turrin, per chiedere che il progetto venisse inserito nel bilancio di previsione 2021-2023, tutti hanno espresso ufficialmente soddisfazione, controfirmando una nota poi diramata dalla Provincia.


«Si è convenuto sulla necessità di arrivare al più presto ad una proposta condivisa di riassetto della viabilità nell’area, che trovi poi nella redazione di un progetto tecnico preliminare la base per coinvolgere tutti gli altri enti che comparteciperanno alla realizzazione delle opere» si legge. Una nota firmata da Bui e dai due sindaci Adolfo Zordan e Stefano Tonazzo, da cui però non emergono favorevoli e contrari. Il nodo, stavolta non legato al traffico, starebbe invece proprio nella posizione del sindaco leghista di Vigodarzere Zordan. Pronto a ricandidarsi alle amministrative 2021, negli anni scorsi aveva sempre promosso la realizzazione del ponte, mentre oggi arretra. Fondamentale però resta Padova: «È sbagliato partire solo dal ponte di Limena» sostiene il vicesindaco Andrea Micalizzi «serve un piano di infrastrutture e mobilità complessivo, e per questo insieme ai comuni coinvolti stiamo lavorando ad un piano strategico complessivo che deve tener conto anche dell’accesso per il nuovo ponte ferroviario tra Padova e Vigodarzere». –



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