Contenuto riservato agli abbonati

Ristori, cig e bonus per il Covid: fondi per 600 milioni in provincia di Padova

Ammontano a 174 milioni i contributi dei decreti. Oltre 48 mila i congedi parentali richiesti e 35 mila i bonus baby sitter

PADOVA. Arriva a quasi 600 milioni di euro il valore complessivo delle erogazioni che Inps e Agenzia delle Entrate hanno distribuito a imprese e lavoratori durante la pandemia in provincia di Padova; 174 milioni la cifra dei ristori legati ai diversi decreti. Una cifra notevole quella destinata dallo Stato ad arginare l’emergenza economica associata a quella sanitaria che è costata oltre 82 mila morti in tutto il Paese da febbraio a oggi.

Secondo i dati proposti dalle declinazioni territoriali di Inps, Agenzia delle Entrate e Ebav, l’Ente bilaterale dell’artigianato per il Veneto, a fare la parte del leone (per quanto riguarda i valori) sono stati i lavoratori autonomi, di fatto una delle categorie più colpite da questa crisi. Un sistema che spesso ha denunciato enormi difficoltà ad affrontare un presente e un recente passato in cui le occasioni per portare a casa il proprio stipendio mensile si sono ridotte drasticamente.

E se da una parte i lavoratori autonomi continuano a soffrire le conseguenze economiche del Covid, non va meglio ai dipendenti: secondo dati Inps infatti il numero delle ore complessivamente autorizzate (57. 550. 260) è pari a circa 30 volte quelle solo due anni prima, nel 2018, mentre il tiraggio medio (l’utilizzo effettivo rispetto alla richiesta) è intorno al 40% e sostanzialmente simile agli anni precedenti.

Nel frattempo i padovani si sono dimostrati attenti fruitori anche dei molti bonus aggiuntivi che la legislazione di emergenza ha messo in campo in questi mesi di pandemia.

In provincia sono stati oltre 35 mila i richiedenti del Bonus baby sitter, uno strumento pensato per permettere ai genitori di affrontare lo smart working senza la difficoltà della gestione contemporanea dei figli piccoli. Nel frattempo sono quasi raddoppiati anche i congedi parentali: nel 2019 le richieste erano state circa 29 mila, nel 2020 oltre 48 mila. E se i padovani si sono riscoperti più legati alla famiglia, per lo meno in relazione alle prestazioni assistenziali, il valore complessivo dei ristori erogati dall’Agenzia delle Entrate tra aprile e dicembre fa della provincia padovana uno dei territori che ha maggiormente beneficiato dei finanziamenti a fondo perduto previsti dal Governo. Solo Venezia (190 milioni di euro circa) e Verona (181 milioni di euro circa) hanno visto maggiori erogazioni di Padova durante il 2020.

«La provincia è stata travolta, come il resto del Paese, dall’epidemia» ha detto il direttore dell’Inps di Padova Massimo Formichella «e l’impegno dello Stato, attraverso l’istituto, nel sostenere le attività economiche e il lavoro è stato imponente, tenuto conto che i valori prodotti nell’arco 2020 sono stati in taluni casi 30 volte superiori a quanto erogato l’anno precedente. A ciò aggiungiamo l’erogazione di benefici per strumenti d’intervento del tutto innovativi e quindi non paragonabili con gli anni precedenti che hanno richiesto uno sforzo ulteriore in un contesto già di emergenza. Lo smart working, adottato come misura di sicurezza sanitaria anche nei nostri uffici, ha sganciato la prestazione dall’orario di lavoro permettendo ai dipendenti di far fronte una enorme mole di lavoro. Un impegno titanico che non ha impedito all’Inps di continuare a svolgere le sue tradizionali attività nei confronti dell’utenza». —


 

Pancake di ceci con robiola e rucola

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi