Radiologia di Padova, nuovo direttore indagato per truffa e assenteismo

il professor Emilio Quaia e l'ingresso della Radiologia

L’incarico un mese fa dopo due anni dal concorso. La Procura contesta a Quaia di non aver coperto oltre 50 turni di assistenza giustificandosi con missioni inesistenti

PADOVA. Neanche il tempo di assaporare la soddisfazione di aver finalmente ottenuto la nomina a direttore dopo due anni di corsa a ostacoli per far valere l’esito del concorso vinto, che per il professor Emilio Quaia arriva una (nuova) doccia fredda. Il docente, nominato lo scorso dicembre direttore dell’Istituto di Radiologia dell’Azienda ospedale Università di Padova, è indagato per truffa aggravata e interruzione di pubblico servizio. Secondo la Procura di Padova, che gli ha notificato nei giorni scorsi l’avviso di chiusura delle indagini preliminari, Quaia avrebbe collezionato una serie di assenze non giustificate dal lavoro, saltando turni assistenziali e giustificandosi con missioni “insussistenti”; contestati dagli investigatori 18 mila euro di emolumenti.

L’indagine a carico del professore è stata coordinata dal pubblico ministero Sergio Dini a seguito di un esposto. Secondo l’accusa, Quaia si assentava o non si presentava nell’Istituto di Radiologia lasciando sguarniti i turni di servizio a lui assegnati e che quindi altri hanno dovuto coprire. E, sempre secondo la tesi accusatoria, lo stesso professore giustificava di volta in volta le sue assenze con missioni inesistenti. Da qui l’interruzione del pubblico servizio cui consegue la truffa con la contestazione di 18 mila euro di emolumenti relativi ai giorni di servizio in cui sarebbe invece stato assente.


Da ottobre 2018, ovvero da quando il professor Quaia è ufficialmente entrato in servizio in Azienda ospedaliera, fino a giugno 2020, sono 57 i turni assistenziali che la Procura gli contesta di non aver coperto. In particolare 22,5 turni saltati il primo anno, 32,5 nel 2019 e 2,5 nel primo semestre dell’anno scorso. E sono diciannove i giorni di missione che non sarebbero stati autorizzati, 9 nel 2018 e 10 tra il 2019 e il 2020.

Il professore, dopo aver lasciato il suo incarico al Royal Infirmary Hospital di Edimburgo, a settembre 2018 vince il concorso bandito dall’Università di Padova per un posto di Ordinario propedeutico alla direzione dell’Istituto di Radiologia in Azienda ospedaliera. In ottobre viene nominato direttore facente funzione, ma la brutta sorpresa lo attende a maggio del 2019 quando invece di vedersi confermato l’incarico, Quaia se lo vede ritirare, in favore del collega Roberto Stramare che al concorso era arrivato ultimo. Una situazione palesemente contraddittoria che fa emergere i dissapori all’interno del reparto. Quaia riceve lettere di minacce, il dg Luciano Flor dichiara pubblicamente che dal reparto gli arrivavano segnalazioni di un clima poco disteso dall’arrivo dello stesso professore. E intanto i mesi passano. Infine, a fronte di un concorso vinto e di una reiterata indicazione univoca dell’Università sul suo nome per la direzione dell’Istituto di Radiologia, Quaia è stato nominato al suo posto solo lo scorso dicembre. Un mese ancora e gli cade sulla testa la tegola dell’inchiesta. —
 

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