Confartigianato Padova: «Assurdo lo stop tra i Comuni per parrucchieri ed estetisti»

Il presidente Boschetto invoca buon senso e chiarezza. «Decisione che sta minacciando i bilanci delle attività cali di fatturato del 70%» 

PADOVA. Acconciatori ed estetisti sul piede di guerra contro la gestione della fascia arancione al Veneto che impedisce di uscire dal comune di residenza per usufruire dei servizi alla persona: «Buon senso e chiarezza devono essere alla base delle regole sugli spostamenti all’interno della zona arancione» dice Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Padova.

«Un aspetto» aggiunge «che sta penalizzando diversi nostri mestieri, dal benessere ai calzolai, dalle pulisecco ai sarti e agli orafi, ottici e ortopedici, fotografi e grafici sino all’autoriparazione ed ai riparatori di elettrodomestici. Solo per citare i più numerosi che rappresentano in regione 4.930 imprese artigiane distribuite in tutti i comuni del Padovano, anche i più piccoli".

"Un divieto che oltre agli interrogativi circa la possibilità di poter continuare ad accogliere i clienti che giungono da altri Comuni sta minando alle fondamenta i bilanci di queste attività strette tra cali di fatturato anche del 70% e costi fissi che corrono come al solito. Una situazione insostenibile che fa emergere l’esigenza di uscire dalla logica dei ristori per codici Ateco e impone che il Governo adotti un provvedimento ombrello che vada a sostenere le imprese in base al calo del fatturato rispetto lo stesso periodo dell’anno precedente».


Parla di «violazione della libertà di scelta dei clienti» Ennio Mazzon presidente di acconciatori ed estetisti «i prefetti di Cremona, Sondrio, Brescia, Milano, Torino, hanno concesso libertà agli spostamenti se per appuntamenti presso esercizi in cui i clienti vengono ricevuti singolarmente». —
 

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