I dipendenti dell'Usl Euganea donano le ferie ai colleghi con figli malati

Solidarietà nell’azienda sanitaria: trecentosessanta ore di serenità a mamme messe all’angolo dalle vicende della vita

PADOVA. Hanno donato tempo laddove non c’era abbastanza denaro in grado di comprarlo, regalando trecentosessanta ore di serenità a mamme messe all’angolo dalle vicende della vita, con un figlio malato e l’impossibilità di seguirlo e offrendo ad un tempo a quegli stessi piccoli malati, il bene più prezioso in un momento tanto difficile, ovvero il sostegno di un genitore.

Malgrado un’epidemia che ha tolto forze e soffocato l’empatia, lo scorso anno trentaquattro dipendenti dell’Usl 6 Euganea hanno donato complessivamente sessanta giorni a sostegno della genitorialità che attraversa momenti difficili. L’iniziativa rientra nell’ambito della “Banca delle Ferie Solidali”, introdotta dall’Usl 6, prima azienda sanitaria pubblica in Italia, per consentire agli operatori di donare parte delle proprie ferie ai colleghi che si trovano ad accudire in maniera continuativa un figlio malato.

Nel 2020, sono state quindi 60 le giornate lavorative complete, donate da 34 lavoratori di buon cuore che non si sono lasciati assorbire dalla quotidianità, cedendo un po’ del loro tempo libero a un collega che sapevano averne più bisogno. Un’iniziativa che ha trovato riscontro fin dall’avvio e che avviene in forma completamente anonima, tanto per chi dona quanto per chi riceve: «Piccoli grandi gesti che hanno il profumo di una boccata di aria fresca in una stanza chiusa da tempo» li aveva definiti la mamma di una piccola malata qualche tempo dopo aver beneficiato dell’intervento di 120 colleghi.

A spingere per l’apertura della “Banca” era stata la Cgil: «Quando un genitore ha necessità ne fa richiesta e l’Usl indice un bando» spiega Fabio Turato «ogni lavoratore può cedere ferie eccedenti i 24 giorni che sono contrattualmente garantiti oppure quelle residue all’atto della cessazione del contratto di lavoro. Chi ne fa richiesta, invece, può beneficiare al massimo di trenta giorni. Ci piacerebbe, tuttavia, arrivare ad allargare la motivazione di accesso alla “Banca” oltre la malattia, ad esempio all’assistenza a un figlio che questo periodo ci ha insegnato essere fondamentale».

Ad oggi, sono duemila le ore di ferie donate dai dipendenti: «Per la nostra Azienda si tratta dell’ennesima gara di solidarietà, anonima e trasversale, dal valore doppio in quest’anno così pesantemente segnato dallo sforzo di tutti a contenimento della pandemia» il commento dell’Usl 6 «i dipendenti, in un momento così difficile, hanno dato prova di una generosità impareggiabile. Al gelo dell’indifferenza hanno opposto il calore dell’altruismo». —


 

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