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La testimonianza del barista ribelle di Padova: «Io trasgredisco ma per sopravvivere»

Luca Scandaletti titolare della pasticceria Le Sablon «La multa non mi fa paura, già perso il 60% del fatturato» 

PADOVA. Spicca l’adesione a “IoApro1501” di Luca Scandaletti, titolare della pasticceria Le Sablon dell’Arcella, che oggi servirà il pranzo (dalle 12 alle 15) al tavolo.

«Ho deciso di metterci la faccia e spero in tanti seguiranno il mio esempio perché la categoria rischia di morire di fame», spiega Scandaletti, «Io sono un pasticcere, dunque sono solo relativamente coinvolto, ma credo sia arrivato il momento di alzare la testa e smetterla di subire. Sono consapevole ci sia il Covid e i danni che ha fatto, ma adesso ne va della nostra sopravvivenza».

In via Reni hanno prenotato una ventina di clienti, saranno rispettate tutte le misure di sicurezza sanitaria e ogni consumatore è invitato a lasciare un’offerta sul tavolo. «Trasgrediamo per sopravvivere», continua Scandaletti,

«Sappiamo che rischiamo di essere multati; sappiamo che non stiamo rispettando le regole, ma sappiamo ancora meglio che i ristori non sono sufficienti e che questo ci condanna a morte».

E così Luca ha preso il toro per le corna: «Ho stampato volantini, ho diffuso il messaggio sui social e attraverso tutti i canali possibili – racconta – e chiedo a tutti di aderire, o almeno di dire che sono d’accordo, di esporre il cartello, anche se non se la sentono di farlo davvero. Il treno partito dalla Toscana (” IoApro1501” appunto) dobbiamo prenderlo tutti, altrimenti domani la Toscana, che si è lamentata, riceverà magari un contentino e il Veneto niente perché non ha avuto il coraggio di reagire».

E se ti multeranno? «Prenderò la multa e starò chiuso 5 giorni. Da quando siamo arancioni ho già perso il 55-60% del mio fatturato. Rispetto al lavoro prima del Covid addirittura il 75-80%. Posso avere paura di 400 euro di multa o di 5 giorni di chiusura? Non faccio nulla di male, non infetto nessuno. Lavoro nella mia pasticceria da 24 anni, la mia è un’azienda solida, ho 34 mila euro da pagare solo di contributi dei miei dipendetti (21), eppure mi sono arrivati 8. 509 euro di ristori. Dunque voglio proprio protestare perché fin ora siamo stati tutti zitti e sul silenzio ne hanno approfittato». O

ggi non sarà una gestione “normale”: «Lavoreremo al tavolo solo con i clienti che hanno prenotato dalle 12 alle 15», spiega, «In tutto una ventina di persone e abbiamo dovuto dire di no a tantissimi. Chi invece entrerà senza prenotazione sarà servito solo con asporto. Chi consumerà dentro dovrà rispettare tutte le regole di sicurezza sanitaria: mascherina, distanziamento, gel e potrà lasciare un’offerta. Sarà una protesta pacifica e se arriva la polizia, accetto il verbale, poi starà a me fare ricorso o pagare».

Le proteste nei binari delle regole, messe in piedi dalle associazioni di categoria, non bastano? «Non corro contro l’associazione, soprattutto Appe (Associazione provinciale pubblici esercizi) che si sta battendo davvero, ma io non ce la faccio più a tenere la testa bassa. Oggi a rischiare il fallimento è la ristorazione, ma domani saremo noi pasticceri e poi tutti gli altri». 

E Scandaletti non è solo. Tra i "disobbedienti" c'è anche Maurizio Rossi, titolare del Bar Vienna.

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