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È morto per il Covid Italo Baldoin, in azienda a Borgo Veneto fino all’ultimo giorno

Italo Baldoin con moglie e figlie in occasione dei 30 anni dell’azienda

Era titolare dell’omonima ditta di arredamenti, aveva 79 anni. Era ricoverato dal 21 dicembre in ospedale a Schiavonia, dove era stato trasferito a una settimana dal tampone positivo 

BORGO VENETO. Fino al giorno prima del ricovero, Italo era al suo posto di lavoro. Nella sua azienda, quella creata oltre trent’anni fa e fatta crescere con tanto amore. Il virus se l’è portato in via in pochi giorni, vincendo un corpo e uno spirito che si erano sempre dimostrati forti. Italo Baldoin, titolare dell’omonima ditta di arredamenti, è morto mercoledì a 79 anni. Era ricoverato dal 21 dicembre in ospedale a Schiavonia, dove era stato trasferito a una settimana dal tampone positivo al Covid-19.
 

Arredamenti Baldoin

«Abbiamo avuto una positività in famiglia e quindi ci siamo sottoposti tutti al test» spiegano la moglie Giannina e le figlie Chiara ed Elisa «Papà è rimasto a casa fino al 21 dicembre, quando le condizioni sono peggiorate ed è stato necessario il ricovero». Il 28 dicembre è quindi entrato in Terapia intensiva: «Non lo abbiamo più visto e sentito e non serve sottolineare che tutto questo, oltre alla scomparsa, ha amplificato il dolore».

Italo Baldoin è stato imprenditore lungimirante. Da giovane commerciava mobili in arte povera, quelli che arrivavano dalla Scodosia, poi nel 1987 ha deciso di aprire la sua azienda a Saletto. «Aveva intuito che il settore non avrebbe retto, e quindi è passato al mondo degli arredamenti» continuano moglie e figlia «Ha sempre fatto passi piccoli e oculati, senza mai sobbarcarsi troppi debiti e onorando di volta in volta tutti gli impegni». E ancora: «Non negava mai uno sconto e veniva incontro ai clienti. Era altruista, generoso e onesto e questa è l’eredità importante che ci lascia». Nonostante l’età era ancora al lavoro, impegnato peraltro negli ultimi mesi al rinnovo degli spazi esterni del suo negozio di via Roma.

Baldoin era stato anche consigliere comunale, dal 2004, con l’allora sindaco Luigi Zaccheria, e per molti anni si era impegnato con la società di calcio locale. Non c’era venerdì sera senza cena a casa di Italo, che era cuoco provetto e che per atleti e dirigenti garantiva settimanalmente schizzotto e musso.

Il funerale dell’imprenditore 79enne sarà celebrato sabato alle 10.30 nella chiesa parrocchiale di Saletto. La salma sarà quindi tumulata a Megliadino San Fidenzio. Oltre a moglie e figlie, lascia quattro nipoti e il fratello Ugo. —
 

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