Covid: la protesta dei bar a Padova, sanzionati titolare e clienti del Sablon

Verbale per aver aperto e servito ai tavoli in barba ai divieti per il Covid. Scandaletti: sapevo cosa rischiavo ma non credo di aver fatto nulla di male

PADOVA. L’inevitabile alla fine è arrivato. Clienti e titolare de Les Sablon sono stati identificati per consumazione e somministrazione a tavolo, in evidente contrasto dei Dpcm del Governo. Luca Scandaletti , pasticcere e imprenditore , se lo aspettava, così i suoi ospiti. La mattina è iniziata con la “visita” della Digos che si è accertata delle intenzioni del titolare e ha provato a dissuaderlo dal mettere in atto la protesta, lasciandola su un piano simbolico.

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Ma Scandaletti è andato avanti: «Sapevo cosa rischiavo - ha confermato - Il verbale non sarà una novità. Ma quando inizio qualcosa la porto a compimento. La questura sta facendo il suo lavoro, ma io non credo di aver fatto nulla di male. Non sto diffondendo il virus, al contrario sto rispettando tutte le misure di sicurezza : tutti i clienti hanno la mascherina, il gel igienizzante è su tutti i tavoli e le distanze sono rispettate». Così i clienti: «Siamo qui a dare solidarietà concreta a Luca e alla categoria - dicono in coro - La ristorazione sta morendo e questo è un colpo pesante per tutti, non solo per gli esercenti che rischiano il fallimento».

La questura ha identificato nove avventori e sta valutando per loro eventuali sanzioni, mentre è sicura la multa per il titolare dell'esercizio, vista la flagranza della somministrazione, e per tre clienti che arrivavano da fuori comune.

Più fortunati avventori e soci del Bacaro in via San Pietro: i vigili sono passati in borghese e all’interno c’erano due clienti che aspettavano la loro ordinazione per asporto. In via San Pietro si gioca al gatto e al topo: i clienti si siedono, consumano, ma pronti a spiccare il volo ad un accenno di divisa con la scusa di portare via per asporto. I titolari, Roberta Lucca e Alessio Di Muro, spiegano: «Noi non abbiamo paura, ma non vogliamo coinvolgere i clienti che potrebbero essere multati. Dunque continuiamo a protestare ma in maniera simbolica. Restiamo aperti fino alle 22, con luci e musica, ma senza lavorare ».

Infine La Corte dei Leoni ha ripiegato per una protesta meramente simbolica. Hanno infatti deciso che questa sera lasceranno le luci e la musica accese e resteranno all’interno del ristorante per salutare, eventualmente, qualche cliente di passaggio ma senza nessun servizio. La presenza decisa e determinata delle forze dell’ordine in via Reni ha smorzato gli animi dei disobbedienti

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