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Oggi la disobbedienza di baristi e ristoratori nel Padovano. Il prefetto: "Tolleranza zero". Ecco chi è aperto

Mobilitati i locali di città e provincia per l’iniziativa nata sui social “IoApro1501”. In arrivo sanzioni fino a 400 euro anche per i clienti e chiusura dell’attività

PADOVA. “IoApro1501” è la disobbedienza civile che corre sui social (Telegram soprattutto, ma anche Facebook e Instagram) da parte degli imprenditori della ristorazione che vogliono tornare a lavorare. Urlano che stanno rischiando la fame, sono preoccupati che le fatiche di una vita finiscano in un fallimento dovuto ai Dpcm del Governo.

Padova, la pasticceria Le Sablon apre e arriva la Polizia

Gli imprenditori sono pronti ad azzardare, anche se le conseguenze saranno multe e chiusure dell’attività fino a 30 giorni. E infatti la Prefettura di Padova, al termine di un vertice giovedì mattina, lo ha detto chiaramente: niente sconti.


Chi sono i disobbedienti? In città Le Sablon, la famosa pasticceria di via Reni all’Arcella; Bacareto San Pietro nell’omonima via; il Green street club di via Dante 87; il furgoncino di Stefano Badole in strada Battaglia; il ristorante Antico Brolo in Corso Milano 22; la Corte dei Leoni in via Boccalerie 8; fuori città il ristorante Enoteca Ai Colli, in via IV novembre 2 a Teolo; la pasticceria De Angelo, in via Euganea 39 a Selvazzano Dentro; l’Osteria Al Majo in via Luigi Camerini 6 a Piazzola sul Brenta; il bar Mondial in via Caltana 203 a Campodarsego e Anima Chic cafè, in via Pontemanco 7 a Due Carrare; Bardo Bar in via Roma, a Tribano; Bocconi cafe in via Trieste 85, a Piazzola sul Brenta; Central cafè via Chiesa 57 a Montagnana; Ripasso Winefood in Corso delle Terme 126/C a Montegrorro Terme; Bar Smilling Repsol, in via del Santo 40 ad Anguillara Veneta; Lato Libero Ristobar in via Bomba 49 a Cinto Euganeo; Nuova Locanda al Sole, in piazza Liberazione a Vo’.

La protesta dei bar a Padova: il Bacareto San Pietro

Tuttavia c’è già una prima marcia indietro: il bar Kicheta, in via Forese 20 a Campo San Martino. A rischiare tutti, sia ristoratori che clienti: i primi possono essere multati di 400 euro e vedersi chiudere l’attività per 5 giorni (30 se reiterano); i secondi possono essere ugualmente multati. Ciò nonostante, e malgrado la stigmatizzazione della maggior parte delle Associazioni di Categoria, la lista si allunga.

A spiegare le ragioni dei dissidenti Barbara Di Natale, figlia di Mario, titolari dell’Antico Brolo. Una vita nella ristorazione, un’eccellenza della città, oggi alle prese con tasse, spese, bollette che sembrano non finire mai: «I ristori che sono arrivati dal Governo sono semplicemente ridicoli», dice l’imprenditrice, «E rispetto alle tasse abbiamo pagato tutto esattamente come prima della pandemia, immondizia compresa anche se siamo rimasti chiusi tre mesi. Non abbiamo registrato sconti, se non insignificanti, ma solo posticipi: ma a cosa serve rimandare se quei soldi, che non abbiamo guadagnato, dovremmo comunque pagarli?».

Il Bardo Bar di Tribano: "Aperti per sopravvivere"

E che non si parli di delivery: «con l’asporto non restiamo in piedi», continua la ristoratrice, «Abbiamo al massimo 3-4 ordini.Abbiamo richiamato solo un cuoco che lavora un paio d’ore al giorno, ma i nostri 11 dipendenti sono sempre in cassa integrazione. Siamo molto preoccupati anche per loro: alcuni sono con noi da 20-30 anni, per loro non sarebbe facile reinventarsi. Dunque condividiamo “IoApro1501” perché è anche il nostro grido di dolore, tuttavia non saremo operativi nella protesta perché non abbiamo neanche il personale per lavorare».

Due manichini per clienti, la protesta della pizzeria Verbena di Abano



Sulla mobilitazione si è tenuto ieri un vertice in Prefettura con le forze dell’ordine. Chiare le indicazioni da parte del prefetto Renato Franceschelli che in questi mesi di gestione della pandemia è sempre stato al fianco delle categorie produttive: «Spero che oggi non succeda proprio niente, che la responsabilità degli esercenti prevalga e la protesta resti sulla carta, nei social, nelle parole. Altrimenti arriveranno le sanzioni. Ma sono fiducioso, le associazioni di categoria si sono dissociate; io stesso ho sempre dimostrato in ogni occasione la mia vicinanza e solidarietà a chi sta affrontando la crisi, ma devo ricordare che le istanze si devono avanzare sempre nei limiti delle leggi. Dunque saremo severamente sanzionatori se ci saranno somministrazioni ai tavoli o fuori dagli orari consentiti. Voglio ricordare che la sanzione non è solo per chi apre, ma anche per chi usufruisce del servizio. Ricordo ancora che ci saranno servizi predisposti, come già accade ogni weekend». —
 

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