Padova, gli israeliani si aggiudicano l’ex convitto Sacro Cuore

L’area dell’ex convitto Sacro Cuore in via Belzoni vista dal satellite con l’ampio edificio e il parco retrostante

Due fondi lo hanno acquistato per 20 milioni di euro. Sarà trasformato in uno studentato da 300 posti

PADOVA. Un vero e proprio campus universitario, a due passi dagli istituti di Matematica del complesso Paolotti e di quelli di Ingegneria in via Loredan: un investimento da 20 milioni di euro che due fondi israeliani hanno portato a termine per l’ex convitto Sacro Cuore di via Belzoni, dove sorgerà nei prossimi mesi uno studentato da 300 posti che conterrà anche spazi per i professori e aule per le lezioni in accordo con il Bo.
joint venture mediorientale

Per realizzare il business è stata costituita una joint venture di diritto italiano tra due importanti investitori professionali israeliani. A fornire assistenza anche per lo structuring del deal è stato lo studio RSM Palea Lauri Gerla, con un team guidato da Andrea Giammello e composto da Francesco Citerni ed Elena Eandi.

Si è potuta così concludere l’acquisizione dell’intero complesso di via Belzoni, grande circa 10 mila metri quadri e ceduto dalla “Provincia italiana della Società del Sacro Cuore”, ente religioso che ha gestito fino ad alcuni anni fa il convitto. A partecipare all’operazione, in qualità di consulente sulla realtà locale, è stato anche l’avvocato padovano Sergio Dal Prà.


Un campus innovativo

Un’operazione avviata ancora alle fine del 2019 ma che poi l’emergenza sanitaria ha ovviamente rallentato. Non è calato però l’interesse degli investitori (anche stranieri) sul contesto universitario padovano.
Nel progetto della joint venture israeliana è previsto anche il recupero del grande parco che si trova dietro il complesso, così come la volontà di creare nuovi spazi per l’università, a partire dall’ex chiesa.
Un progetto di massima che è stato presentato, alla fine del 2019, sia al sindaco Sergio Giordani che al rettore Rosario Rizzuto, e che avrebbero entrambi approvato in bozza. L’iter urbanistico però non è ancora completato: sarà necessario arrivare alla definizione di un accordo pubblico-privato che non preveda nessun aumento di volume o altre agevolazioni, ma la sottolineatura dell’utilità pubblica dell’intervento con la massima attenzione alla sostenibilità ambientale e un versante sociale che preveda particolari agevolazioni e gratuità agli studenti meritevoli. Serviranno almeno altri 3-4 mesi di passaggi burocratici prima del via ai lavori.


L’ex orfanotrofio

Da orfanotrofio, a convitto femminile fino a nuovo campus universitario. È la parabola del grande complesso di va Belzoni. In quell’area dopo la grande peste del 1528 fu realizzato un orfanotrofio, chiamato il “Pio luogo dei Nazzareni”. Una struttura che sopravvisse per secoli fino ad essere distrutta dai bombardamenti del 1943. Quindi fu completamente demolito e le dame del Sacro Cuore realizzarono una nuova cappella, assieme a quello che poi divenne il convitto universitario. Negli anni scorsi la chiesa è stata sconsacrata e il Bo ha mostrato l’interesse ad utilizzarla come spazio per la didattica. —

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