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Muoiono a distanza di sei giorni, addio a Bruna ed Emilietta Panizza, indimenticate insegnanti padovane

Le sorelle Bruna ed Emilietta Panizza, entrambe ex docenti. Avevano 79 e 82 anni

Le sorelle erano ex docenti, una alle superiori e l’altra all’Università. Avevano 79 e 82 anni, domani il funerale

PADOVA. Le sorelle Panizza hanno vissuto decenni sempre assieme. Bruna ed Emilietta, sempre una vicina all’altra. Nella vita e anche nella morte. Il Covid le ha infatti portate via a distanza di sei giorni l’una dall’altra, come se il destino avesse programmato anche gli ultimi giorni di vita.

Negli ultimi tempi vivevano nella struttura ricettiva per anziani dell’Opera Immacolata Concezione, alla Mandria, ma non avevano mai smesso, pur nei limiti imposti dalle misure per arginare il virus, di avere rapporti con gli amici e i parenti. I funerali, per entrambe, si terranno venerdì, alle 9.30, nel duomo di Dolo, in provincia di Venezia, da dove erano originarie e dove ancora oggi vivono alcuni parenti.

La prima ad essere stata chiamata in cielo, il 4 gennaio, è stata Bruna, nata nel 1941. Aveva dunque 79 anni. Laureata in Lettere all’Università di Padova, per decenni è stata un’apprezzatissima docente in materie umanistiche in numerose scuole superiori della città, tra cui anche il liceo classico Concetto Marchesi. Emilietta, invece, è morta il 10 gennaio. Aveva 82 anni. Anche la sorella più anziana, per un lungo periodo, si è dedicata alla diffusione della cultura in generale ed in particolare all’insegnamento.

Per decenni è stata professoressa di Lingua e letteratura spagnola all’Università di Padova e una filologa molto nota in tutta Europa. Ha pubblicato vari libri per le case editrici Cleup, Ibs e Il Libraccio. Tra i volumi che portano la sua firma, “I Riformatori dell’Educazione in Spagna dal 1868 al 1923”, assieme alla studiosa iberica Paloma Pernas Izquierdo.

Entrambe le sorelle, pure negli ultimi anni di vita, erano conosciute e stimate negli ambienti intellettuali della città ed anche all’interno del sindacato, specialmente dentro alla Cgil della scuola, quando erano segretari Maurizio Angelini, Giulio Pavanini e Salvatore “Totò” Mazza.

Le conosceva bene anche don Albino Bizzotto, il sacerdote del movimento Beati I Costruttori di Pace, a cui si rivolgevano ogni volta che c’era da fare del bene nei confronti degli ultimi e dei più deboli. Un’altra persona che le frequentava spesso è Salvatore Livorno, il sindacalista della Uil, originario di Pomigliano d’Arco, anch’egli autore di libri-inchiesta: «Innanzitutto avevano due volti dolcissimi, che sprigionavano tenerezza ed affettuosità in tutte le persone che entravano in contatto con loro» sottolinea Livorno «Due donne molto colte, che hanno insegnato i veri valori della vita a generazioni di giovani e di studenti. Nei limiti delle restrizioni imposte dalle normative anti-Covid, sono convinto che domani saranno in tanti a partecipare ai loro funerali. È giusto ricordare due persone così solari che avevano un grande spessore morale ed hanno regalato agli altri una valanga di bene senza mai apparire. Che riposino in pace». —


 

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