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Vaccinazioni a Padova, il Nas in Azienda e all’Usl

Nel mirino lo stoccaggio e la gestione dei rifiuti dopo la sottrazione dei resti delle fiale. «Controllata l’organizzazione» 

PADOVA. Gente che fruga tra i rifiuti delle aziende sociosanitarie alla ricerca di fiale abbandonate del siero della Pfizer Biontech per mettere insieme – non si sa come – un vaccino nella bizzarra, se non folle, speranza di raggiunge in modo autonomo l’immunità. Nella nuova realtà della pandemia, in cui paura e irrazionalità si fondono generando mostri, il Nas è stato chiamato a vigilare sullo stoccaggio e lo smaltimento dei vaccini. Il secondo step prevederà, invece, l’analisi delle liste dei vaccinandi.

Il Nucleo antisofisticazione di Padova guidato dal comandante Christian Spagnuolo si è presentato in Azienda Ospedale Università domenica 10 gennaio: «Sono venuti a vedere che tipo di organizzazione ci siamo dati» rivela il direttore generale di via Giustiniani Daniele Donato «abbiamo fornito loro tutte le informazioni che ci hanno richiesto e alla fine si sono complimentati per la gestione del servizio. Quel giorno avevamo fatto 500 vaccini».


All’Usl 6, invece, che nel frattempo ha dato il via alla campagna per gli amministrativi a contatto con il pubblico e quindi considerati a rischio, il Nas si è recato direttamente in alcuni punti vaccinali sul territorio.

Tutto nasce, come detto, da alcuni episodi verificatisi, al di fuori del Veneto, dopo la scoperta che nelle fiale del vaccino di Pfizer Biontech, c’è più preparato rispetto alle cinque dosi inizialmente indicate. Una scoperta accolta con favore dalle strutture sanitarie preposte alla somministrazione che in questo “extra” hanno immediatamente scorto la possibilità di aumentare il numero degli immunizzati.Tuttavia, in questo stesso “resto”, altri hanno scorto la possibilità di ricavarne un fantomatico tornaconto.

Al punto da arrivare a frugare nei rifiuti per accaparrarsi i residui. Da qui l’intervento del Nas di Padova che sta vigilando sul territorio di sua competenza per assicurarsi che le fiale vengano custodite correttamente e che, una volta utilizzate, vengano smaltite come rifiuti speciali senza lasciare spazio a manovre illecite. Al momento non è stata rilevata alcuna irregolarità.

A differenza di quanto avvenuto in altre Regioni, con controlli diffusi per verificare se nelle somministrazioni ci siano stati abusi tali da configurare ipotesi di reato, l’acquisizione delle liste dei vaccinandi nel Padovano non è ancora iniziata. Un’attività a cui il Nas sarà verosimilmente chiamato nelle prossime settimane e a cui procederà analizzando caso per caso, scandagliando le situazioni a seconda della peculiarità del servizio che viene svolto in ambito sanitario. —



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