Covid, obitori pieni in tutto il Padovano: Borgoricco arriva in soccorso

Il sindaco Alberto Stefani ha prorogato l’ordinanza che permette lo stazionamento delle salme provenienti da altri Comuni in attesa di tumulazione

BORGORICCO. Obitori pieni, lo spazio si cerca anche nelle strutture cimiteriali della provincia. Lo si fa ormai da tempo, ma visto che l’emergenza non lascia vedere fine scattano già le proroghe. È il caso del Comune di Borgoricco che, da quasi un mese, fornisce un utile supporto alle strutture della zona consentendo l’utilizzo, in via temporanea, della camera mortuaria del cimitero della propria frazione di San Michele delle Badesse. Qui, di fatto, viene permesso lo stazionamento provvisorio delle salme che sono in attesa delle esequie per la tumulazione, l’inumazione o la cremazione.

A San Michele vengono accolte le salme delle persone domiciliate o residenti nel Comune e delle persone decedute nel territorio comunale. Il servizio messo in campo da Borgoricco è riferito non solo agli ospedali, le cui sale mortuarie di recente sono giunte al limite della capienza in seguito ai tantissimi decessi causati dalla pandemia, ma anche alle case di riposo e alle strutture che non sono attrezzate con una stanza dedicata, così da poter gestire in tutta sicurezza il decesso di un proprio ospite nel rispetto del dolore dei famigliari. Ma – ed è già successo – questo servizio viene incontro anche a quei congiunti che chiedono di rinviare di pochi giorni le esequie del loro caro perché costretti in quarantena e quindi impossibilitati a presenziare alla cerimonia funebre.


La decisione di permettere lo stazionamento di feretri nel camposanto di San Michele è stata presa con un’ordinanza contingibile dal sindaco Alberto Stefani, esercitando le funzioni attribuitegli dalla legge per garantire la sicurezza urbana. Scaduta il 31 dicembre, è stata prorogata per un ulteriore mese, fino al 31 gennaio prossimo.

Le norme sono rigide. È stato stabilito che i feretri dovranno essere confezionati rispettando le prescrizioni indicate dalle disposizioni emanate per fronteggiare l’emergenza epidemiologica e disinfettate dopo la chiusura. Inoltre la permanenza nella camera mortuaria deve essere limitata a solo quarantotto ore. Inoltre è vietato l’ingresso all’interno della camera mortuaria, ad eccezione del personale dell’agenzia dei servizi funebri incaricata, per il tempo strettamente necessario e munita di tutti i dispositivi di protezione obbligatori. A monitorare l’accesso sono gli addetti ai servizi cimiteriali.

L’aumento di morti e la carenza di spazi è un problema evidenziato dalla stessa autorità sanitaria. Gli obitori degli ospedali di Padova e provincia sono pieni da tempo. I giorni di festa - ancora fresco ricordo - hanno contribuito a rallentare i funerali, provocando un sovraffollamento di salme nelle camere mortuarie. Il direttore della Usl 6, Domenico Scibetta, ha recentemente preso carta e penna e ha scritto ai sindaci, chiedendo di velocizzare gli iter, tenendo aperti gli uffici comunali anche fuori orario per permettere che la documentazione utile a celebrare le cerimonie funebri sia espletata più in fretta. Obiettivo: più funerali e più velocemente possibile. —


 

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