Lutto per la comunità del Santo, morto di Covid padre Giuliano Abram

PADOVA. Dopo lunga degenza all’Ospedale S. Antonio a Padova, il Signore ha chiamato a sé fra Giuliano Abram, sacerdote di 78 anni, della Comunità religiosa del Convento del Santo a Padova.

Le esequie saranno celebrate la prossima settimana per permettere al fratello fra Giorgio Abram di rientrare in Italia dal Ghana dove presta il suo servizio da anni. La data del funerale, che sarà celebrato in Basilica del Santo, non è ancora fissata, comunica l’ufficio stampa del Messaggero di Sant’Antonio.

Lo scrive qui il settimanale diocesano Vita Trentina. Appassionato conoscitore delle bellezze artistiche del Santo, fu lui a ideare le visite alle cupole della basilica accompagnando i devoti e i giornalisti. Era nato a Trento nel 1942.

Così i frati del Santo ricordano il loro confratello sul settimanale online “Nato a Trento nel 1942, padre Giuliano entrò a 11 anni nel seminario di Camposampiero. Dopo la professione dei voti e la licenza in teologia, venne ordinato sacerdote a Roma nel 1967. Intelligenza versatile, la sua, che mise a servizio di importanti opere della Provincia religiosa, in particolare come responsabile della scuola grafica del Villaggio S. Antonio di Noventa Padovana, poi come definitore ed economo provinciale, consigliere dell’amministrazione pontificia della Basilica del Santo e, per 19 anni, presidente di Mediagraf, azienda tipografica facente capo ai frati del Santo, che diresse con particolare competenza, da tutti riconosciuta”.

“Singolare e commovente la sua ultima fatica, che non ha potuto godere nel suo esito finale: la pubblicazione di un prestigioso volume di 400 pagine, riccamente illustrato, che padre Giuliano ha voluto intitolare: ‘Al Santo di Padova, storia, tradizioni e leggende’, uscito nel Natale 2020 per i tipi di Mediagraf Edizioni. Un omaggio sentito – espresso con grande competenza e passione, ma soprattutto con amore e devozione – a sant’Antonio che a Padova, nel suo breve ma intenso passaggio, lasciò un’impronta indelebile. La ‘Città del Santo’, come è universalmente conosciuta, deve la sua fortuna anche al mirabile complesso della basilica antoniana, carica di storia e di mirabili espressioni artistiche, che l’ultima opera di padre Giuliano fa suggestivamente assaporare”.

“Con lui se ne va un uomo, frate e sacerdote che ha fatto della passione per il Vangelo, sulla scia di san Francesco e sant’Antonio, la sua ragione di vita. E lo ha fatto seguendo la Via pulchritudinis, La Via della bellezza”, commenta il rettore della basilica, padre Oliviero Svanera sul sito di Agensir: “Il suo apostolato soprattutto in questi ultimi anni si era distinto per aprire la strada della ricerca di Dio e disporre il cuore e la mente all’incontro col Cristo a partire dall’esperienza semplicissima dell’incontro con la bellezza che suscita stupore e la Basilica del Santo è in tal senso un tesoro incredibile e inesauribile, di cui p. Giuliano sapeva dispiegare tutta la ricchezza con una sapienza comunicativa competente e al contempo efficace e sagace”.

 

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