L'appello della pensionata: «Over 70 non siate egoisti, smettete di andare in giro»

Paola Antonia Caporello

Paola Antonia Caporello, ex commerciante in via Dante  da maggio non mette il naso fuori dalla sua abitazione. Per lei, un atto di amore per i giovani

PADOVA. «Non dobbiamo essere egoisti. Stiamo a casa. Facciamolo non solo per noi stessi ma soprattutto per i giovani. È l'appello di Paola Antonia Caporello, 76 anni compiuti proprio il 12 gennaio, ex titolare del negozio di abbigliamento da donna “Manhattan” in via Dante, oggi in pensione.

«Mi rivolgo a tutti gli ultrasettantenni come me che continuo a vedere in giro per le strade, nei supermercati, nei parchi cittadini. Siamo in assoluto la categoria più a rischio, quella che sta portando il sistema sanitario al collasso e le Terapie intensive alla saturazione. Perché molti di noi continuano a uscire non capendo che così facendo non solo ci si espone a un alto rischio a livello personale ma si danneggiano anche i giovani», dice Paola Antonia, «Noi la nostra vita l'abbiamo vissuta, facciamola vivere ai ragazzi. Cosa ci cambia fare un piccolo sacrificio e rimanere a casa?».

La signora si rivolge in particolare ai coetanei che vede in giro per le strade tutte le volte che osserva, nel giornale o in televisione, immagini della nostra città. «Continuano a prendere i mezzi pubblici come nulla fosse, vanno al supermercato anche più volte al giorno pur di uscire, si ritrovano a passeggio nei parchi cittadini e per di più molti sono davvero poco attenti alle normative. Hanno le mascherine sotto il naso o usate e riusate».

L'ex commerciante racconta di non uscire di casa dal mese di maggio. «Il centro della città ormai lo vedo solo in foto. Fortunatamente ho la possibilità di uscire in giardino per prendere un pò d'aria, ormai conosco ogni singolo angolo di questo luogo. Certo è pesante ma credo sia il minimo contributo che noi over 70 possiamo dare in una situazione di emergenza del genere».

Paola Antonia dice che non esce neppure per fare la spesa: «Ci pensa mio marito che lavora in un supermercato. Ma con tutti i ragazzi disponibili a portare a casa la spesa, credo che tutti potrebbero fare a meno di andarci».

Quindi non dovrebbero fare una vita ritirata solo i soggetti di una certa età che hanno anche patologie concomitanti ma tutti quelli che hanno passato il traguardo dei settanta. «Nella mia vita ho avuto due tumori, un'aneurisma, ho messo due pacemaker e sono stata sottoposta a diversi interventi chirurgici. Eppure sono ancora viva. In questo periodo terribile, dove il virus fa da padrone, mi tutelo e tutelo anche gli altri stando a casa. È chiaro che prima avevo molte più frequentazioni, ora ci si può sentire in modo diverso, a distanza». Come? Utilizzando la tecnologia.

«Per vedere i parenti, i nipoti, gli amici, le persone della mia età dovrebbero imparare a usare il cellulare, a fare videochiamate. Così potrebbero mantenere i contatti in maniera sicura», continua Paola Antonia Caporello, «Se fossimo così bravi noi anziani sarebbe tutto di guadagnato per i nostri giovani. Il sistema sanitario non sarebbe così sovraccarico, i ragazzi delle superiori potrebbero finalmente tornare a scuola e noi faremmo un favore a tutte le persone più giovani che potrebbero sicuramente vivere meglio di adesso». —
 

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