Sportivo e sano: ucciso dal Covid a soli 52 anni papà di tre figli

A Carmignano dolore e impressione per la morte di Carlo Stocco dopo un mese di agonia. Calciatore sanissimi, mai fumato: il virus gli ha distrutto i polmoni

CARMGINANO. Dopo un mese di agonia, il virus lo ha sopraffatto. Nonostante l’età, nonostante il fisico atletico. Il Covid 19 è spietato e a farne le spese, assieme a una generazione di anziani che sta scomparendo, ci sono anche i giovani o le persone di mezza età che sono in salute. Come Carlo Stocco, 52 anni, calciatore da sempre. Sportivo, sanissimo, mai fumato. Il virus lo ha attaccato brutalmente devastandolo. Ha lottato con tutte le sue forze, ma ieri il suo cuore ha ceduto e ha smesso di battere per sempre.

Tutto è iniziato un mese fa: febbre alta e tampone positivo. «È stato curato a casa» racconta affranto il fratello Renato, «tenendo d’occhio la saturazione. Dopo una settimana, i valori hanno cominciato a scendere ed è stato necessario il ricovero in pneumologia all’ospedale di Cittadella. Lì poi la situazione è peggiorata ed è stato trasferito in terapia intensiva dove è stato intubato. Sembrava si stesse riprendendo, ma è arrivato un nuovo peggioramento. Gli è stata fatta anche la tracheotomia, ma prima della befana la situazione è precipitata». Fino al decesso avvenuto ieri pomeriggio. «Non riusciamo a farcene una ragione» confessa il fratello, «anche i medici non sanno spiegarsi come mai il virus sia stato così devastante. Gli ha distrutto i polmoni. Non aveva certo patologie. Anzi. È tutto assurdo».


La notizia del decesso di Carlo ha cominciato a circolare in paese nel tardo pomeriggio lasciando tutti sgomenti. L’uomo è molto conosciuto e tutti ricordano le sue abilità calcistiche. Fin da ragazzino ha sempre indossato le scarpe con i tacchetti. È partito dal Carmenta, per poi giocare a San Pietro in Gu, Sandrigo e in molte altre società padovane e vicentine. Lavorava alla Nord Est Farma di Bolzano vicentino ed era una persona socievole. Lascia nel profondo dolore i tre figli Sara, Andrea e Filippo e la compagna Barbara.

Oggi verrà decisa la data del funerale, che probabilmente sarà celebrato mercoledì mattina. «Siamo tutti profondamente scossi» ammette il sindaco Alessandro Bolis, «e ci stringiamo al cordoglio dei familiari. Questa perdita così assurda ci ferisce tutti e ci deve far riflettere su quanto subdolo sia questo virus, che colpisce gravemente anche le persone sane. Non va sottovalutato e faccio appello a tutti, specie ai giovani, di non abbassare la guardia, usare le mascherine, igienizzare le mani e mantenere il distanziamento. Impegniamoci tutti in questa battaglia per la vita». —

Paola Pilotto
 

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