Covid, punti vaccini per gli over 80: i sindaci propongono 26 siti in provincia di Padova

La lista completa è stata inviata all’Usl 6. In settimana si terranno i sopralluoghi. Saranno scelte dieci sedi, una ogni 100 mila abitanti. Convocazioni già a febbraio

PADOVA. Ventisei siti in lizza, ma alla fine non si andrà oltre i dieci. Ieri i sindaci padovani hanno inviato all’Usl 6 Euganea l’elenco delle sedi candidate a ospitare la campagna di vaccinazione che, da febbraio, coinvolgerà la popolazione con più di ottant’anni.

«L’obiettivo è essere proattivi e far sì che il Piano non sia calato dall’alto, anche se va sottolineato che il coordinamento spetta all’autorità sanitaria» spiega Alessandro Bisato, sindaco di Noventa Padovana e presidente della Conferenza dei sindaci dell’Usl 6 «Abbiamo chiesto espressamente di essere parti attive nell’organizzazione di questa campagna vaccinale che a breve interesserà i cittadini, sia per accelerare i tempi ma anche per garantire omogeneità nella distribuzione delle sedi vaccinali». Da Piano regionale, viene previsto un punto per la somministrazione dei vaccini ogni 100 mila abitanti: «Di fatto, cinque dovrebbero essere dislocati tra Padova e cintura, Saccisica e Terme, visto il bacino di 500 mila abitanti» continua Bisato «e altrettanti saranno destinati ad Alta e Bassa, due ambiti che contano rispettivamente altri 250 mila abitanti».



Ventisei, appunto, i siti “candidati” dai primi cittadini. Per i Comuni dell’ex Usl 16 non dovrebbero esserci dubbi sull’utilizzo del Padiglione 6 della Fiera di Padova, mentre la cintura padovana potrebbe far riferimento all’arcostruttura di Sant’Agostino e alla palestra Olof Palme di Cadoneghe. Nelle Terme la priorità è sul Teatro Polivalente Comunale di Abano Terme, con l’opzione della tensostruttura di via del Santo a Montegrotto. In area piovese, infine, c’è “pronto” il Palajunior Borgo Rossi. L’ultima candidatura avanzata, per l’area Selvazzano-Mestrino-Rubano, è stata quella del Centro Civico Preasca di Selvazzano. Ancor più ricco il ventaglio offerto dall’Alta: quattro palestre (Cittadella, Peraga, Busa di Vigonza e Loreggia), l’auditorium di Camposampiero, sale polivalenti e centri civici tra Campo San Martino, Piazzola, San Martino di Lupari e Borgoricco. Ricca “l’offerta” dei sindaci anche nella Bassa, dove però la richiesta unanime è quella di utilizzare gli ambulatori dell’ospedale di Schiavonia, molti dei quali sono inutilizzati per lo stop alle prestazioni imposto dal Covid. Sempre in ambito sanitario sono proposti l’ex ospedale di Este (ma anche il Chiostro degli Zoccoli, che fu antico ospedale) e i Poliambulatori di Conselve, mentre Montagnana ha messo a disposizione l’ex istituto agrario, Ospedaletto il vecchio municipio in centro e Bagnoli una tensostruttura utilizzata solitamente per il pattinaggio.

Alessandro Bisato, presidente della Conferenza dei sindaci dell'Usl 6


«Confidiamo che entro 2-3 giorni possano avvenire i sopralluoghi dell’Usl a questi siti, che devono rispondere a seri requisiti», continua Bisato. Dai bagni distinti per sanitari e utenti alla connessione internet, passando per l’impianto di circolazione dell’aria e la disponibilità di spazi d’attesa, sia per chi è prossimo al vaccino ma anche per chi resta in monitoraggio dopo la somministrazione delle dosi: questi alcuni degli elementi che i tecnici dell’Usl dovranno valutare in tempi brevi. «I primi cittadini over 80 potrebbero essere chiamati al vaccino già a fine gennaio, stando alle indicazioni regionali, quindi il tempo per stabilire e allestire gli spazi vaccinali non è molto», chiude Bisato. —
 

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