L’ex sacrestano Silvio Pagetta vinto dal virus

È morto venerdì all’ospedale di Cittadella. Ha scoperto la positività a inizio dicembre «Da quando è stato ricoverato non l’abbiamo più visto» 

CURTAROLO

Il Covid-19 s’è portato via l’ex sacrestano del paese, un uomo generoso a cui tutti volevano bene. Si è spento venerdì all’ospedale di Cittadella Silvio Pagetta, aveva 77 anni. Lascia la moglie Erta Bertoli, ammalatasi anche lei e che nell’arco di dieci giorni ha negativizzato il virus, ed i figli Stefano e Nicola. Silvio viveva con la moglie vicino ai figli, a Pieve di Curtarolo. «Nella sua vita», spiega la famiglia, «aveva svolto diversi lavori, tra cui il falegname, e quindi si era occupato di realizzare i serramenti di casa. E poi ha fatto la guardia giurata per la Civis di Padova, il rappresentante di patatine ed il commesso all’Usl di Padova».


Negli anni ’90, per un decennio, è stato il sacrestano di Pieve, e poi era impegnato nella sagra, aveva tanti amici anche a Campo San Martino ed ha suonato la grancassa nella banda locale; la passione per la musica è stava coltivata anche nella banda di Pieve. «Papà era invalido», racconta il figlio Nicola, «ma ha sempre fatto la sua parte per gli altri. Mamma ha 90 anni, quando è rimasta in sedia a rotelle papà si è preso cura da solo di lei. Il suo esempio mi ha spinto a diventare volontario della Protezione Civile ed ora ho effettuato gli esami per donare il plasma essendo guarito dal Covid».

Il decorso della malattia e l’ultima chiamata: «Ha scoperto la positività ad inizio dicembre, dopo una settimana faticava a respirare, e quindi abbiamo chiamato il 118: l’ambulanza se l’è portato via e non l’abbiamo più rivisto. È rimasto un paio di settimane in Terapia Intensiva, poi è passato nel reparto di Pneumologia e infine in quello di Medicina. La sera prima di morire ha voluto chiamarci, ha chiesto che andassimo a trovarlo, ha parlato con mio fratello. L’infermiera gli ha spiegato che essendo reparto Covid non era possibile. Lui ha capito, ci ha chiesto se ci eravamo tutti ripresi bene, soprattutto la mamma, e noi gli abbiamo fatto l’augurio di tornare presto».

Il funerale mercoledì a Pieve alle 10; non fiori, ma donazioni allo Iov di Padova. —

Silvia Bergamin

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