Contenuto riservato agli abbonati

Parco Basso Isonzo, Aspiag sbanca l’asta. La strada per il verde a Padova ora è tutta in salita

Aggiudicati per 4,5 milioni di euro i tre ettari di AltaVita Ira. L’istituto fa cassa ed esce di scena. Incerto il futuro dell’area

PADOVA. Dieci anni di aste andate deserte e il crescendo di mobilitazione popolare a favore del parco agropaesaggistico avevano illuso un po’ tutti. Invece quei tre ettari di terra di via Bainsizza, nel Basso Isonzo, proprietà dell’AltaVita Ira, fanno gola più che mai al mercato immobiliare per quei 36 mila metri cubi che si portano in pancia.

Erano quotati 8,7 milioni nel 2010, si sono via via svalutati fino ai 3 milioni e 180 mila euro, base dell’asta pubblica (a offerta segreta) che si è chiusa ieri. E se convinzione diffusa era che ormai nessuno li volesse - anche perché la città li reclama indietro per allargare i confini del parco - i fatti hanno detto il contrario. Tre concorrenti se li sono contesi e Aspiag Service srl di Bolzano, la società del supermercati Despar, se li è presi per 4 milioni 500 mila (e cento) euro.

Cosa voglia fare l’Aspiag di quei tre ettari con vista sul parco, per ora non si sa. La società concessionaria del marchio Despar - proprio quella di cui è stato socio e consigliere delegato il sindaco Giordani, ma anche quella a cui lo stesso Giordani ha chiuso le porte in faccia per un centro commerciale a Padova est appena due mesi fa - ieri ha preso tempo di fronte alle domande dei cronisti.

Così a esultare è rimasto solo l’istituto AltaVita Ira che quei terreni li aveva ricevuti in regalo da Giovanni Piaggi negli anni Trenta e che da tempo cercava di trasformarli in denaro contante. Quello che serve all’istituto per avviare un primo lotto di lavori al centro anziani di via Beato Pellegrini. «Finalmente si chiude questa partita», esulta il presidente Fabio Incastrini. « Negli ultimi anni abbiamo sostenuto oneri e ceduto al Comune 130 mila metri quadri, dove oggi c’è il parco. Ma con questa aggiudicazione possiamo fare importanti investimenti al servizio della città e sgomberare il campo da qualunque accusa di preferire il cemento al verde».

Evidente il sollievo con cui AltaVita Ira esce da una partita che si stava facendo complicatissima. «Dopo nove aste deserte, a noi interessa avere i soldi per i lavori al centro servizi», dice il direttore dell’istituto, Sandra Nicoletto. AltaVita d’altra parte si trovava in una posizione difficile. Aveva in mente di costruire dieci palazzine per incassare, ma il Comune pochi mesi fa le aveva concesso tre anni di proroga per l’inizio dei lavori proprio per favorire il “riscatto” di quelle aree a favore del parco. Per l’istituto questo significava uno stallo senza fine, con terreni immobilizzati e senza alcuna rendita.

E anche se ora AltaVita Ira auspica che «fra Aspiag e Comune si trovi un’intesa nell’interesse della città», la realtà è che sulla strada del parco si staglia un ostacolo ancora più alto. Il valore di quelle aree, certificato dall’asta, non è più di 3 milioni ma di 4,5, e tale dovrà essere eventualmente la cifra da versare per riscattarle oppure la contropartita da offrire per liberarle. E se la disponibilità di AltaVita a trattare era certificata, ora le intenzioni di Aspiag, che peraltro non vive di soli supermercati, sono tutte da esplorare. —
 

Banana bread al cioccolato

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi