Si è spento anche “mister” Guidolin per il Covid, vecchia gloria del Cittadella

Roberto aveva 79 anni, era ricoverato all’ospedale di Schiavonia, Il figlio: «Ha giocato a calcio fino a 41 anni, l’hanno inserito nel libro dei granata»

CITTADELLA. Lo chiamavano tutti “mister”, ha giocato nel Citta, amava il calcio ed ha cresciuto intere generazioni, da vero innovatore sul campo da gioco. Il Covid-19 è diventato il novantesimo minuto anche per Roberto Guidolin, che aveva 79 anni e viveva all’ombra delle mura. Lascia la moglie Annalisa Parise, il figlio Devis – avvocato ed ex consigliere comunale – e poi i nipoti Alice e Niccolò. Prima di andare in pensione aveva svolto la professione di assicuratore.

«Papà è mancato nella notte tra domenica e lunedì nell’ospedale di Schiavonia» racconta il figlio «Era ricoverato lì dal 10 dicembre. L’ultima volta che l’abbiamo visto stava salendo in ambulanza. Aveva una forte tosse, lo hanno accompagnato a Cittadella e poi, dopo un paio di giorni, è stato trasferito al Covid Hospital della Bassa padovana. Ci siamo visti in una videochiamata dopo alcuni giorni, poi le condizioni di salute sono gradualmente peggiorate e non c’è stato nulla da fare: non siamo più riusciti a parlarci, a salutarci. I medici hanno fatto il possibile, sono stati gentili e premurosi, ci hanno tenuti costantemente informati».


Il figlio offre questo ritratto del padre: «Ha giocato a calcio fino a 41 anni. In un libro della società granata con le vecchie glorie c’è anche lui, in una foto di inizio degli anni ‘70. Il ruolo? Giocava in mezzo al campo, e poi si è spostato in attacco: il suo approccio alla partita era quello di un mastino». Padre e figlio sono sempre stati dei fedelissimi della squadra guidata dalla famiglia Gabrielli, presenze costanti allo stadio, abbonati e tifosi sfegatati. «La vita di mio padre è stata famiglia, calcio e lavoro. Con mamma ha festeggiato i 50 anni di matrimonio il 22 agosto scorso».

Le scarpe al chiodo, di fatto, non le hai mai appese: «Quando ha smesso di giocare è partito subito ad allenare, ha seguito tutte le giovanili del Cittadella. Gli piaceva sperimentare, aveva una filosofia di gioco moderna, alla Arrigo Sacchi: uomini disposti a zona, squadre corte e fuorigioco sistematico. Giocavo anch’io» continua Devis «e ricordo una sfida in cui mettemmo la squadra avversaria per 50 volte in fuorigioco nel corso di una partita: ne uscì un articolone».

Nella sua carriera in panchina, Guidolin è passato attraverso tante realtà, ha guidato giovanissimi in tutta l’Alta: oltre a Cittadella, Grantorto, Fratte, San Giorgio in Bosco, e tante altre. «Quando ero con lui mi capitava spesso di incrociare i suoi ex ragazzi e tutti gli si rivolgevano ancora, affettuosamente, con l’appellativo di “mister”. Era un saluto che lo rendeva felice ed orgoglioso».

«Roberto Guidolin è stato un riferimento educativo e sportivo per tanti ragazzi: sono vicino alla famiglia», è il cordoglio del sindaco Luca Pierobon. Il funerale sarà celebrato venerdì, alle 15, in duomo a Cittadella. —
 

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