Il Covid lascia un forte segno nella Diocesi di Padova: tre i sacerdoti morti

Elio Tumolero, Sergio Martello e Floriano Riondato

Si tratta di don Elio Tumolero, don Sergio Martello e don Floriano Riondato, ecco  le loro storie pastorali

PADOVA. Il Covid lascia un forte segno nella Diocesi di Padova. Negli ultimi giorni sono tre i sacerdoti mancati anche per le complicazioni legate al Coronavirus.

Lunedì, a Roana, si è celebrato il funerale di don Elio Tumolero, che aveva 90 anni e risiedeva al Cenacolo di Montegalda. Ricoverato la sera del 29 dicembre, è deceduto all’ospedale di Vicenza la mattina del 30 dicembre per questioni di salute complicate dal Covid. Era nato a Roana il 16 aprile 1930, ma aveva legato il suo servizio al Padovano. Dopo l’ordinazione, avvenuta il 10 luglio 1955, il vescovo Girolamo Bortignon lo aveva infatti inviato come cooperatore a Sant’Urbano, di cui era divenuto vicario economo due anni dopo.

Nel novembre 1957 è mandato come cooperatore a Galzignano Terme, fino al settembre del 1968, anno in cui viene nominato parroco di Faedo di Cinto Euganeo. Vi rimane 20 anni. Nel settembre 1988 è nominato parroco di Brenta dell’Abbà, a Correzzola, parrocchia alla quale rinuncia nel 2007 per limiti di età.

Nella notte tra martedì 5 e mercoledì 6 gennaio, solennità dell’Epifania, è invece salito al cielo don Sergio Martello. Era nato a Conselve il 2 marzo 1934 ed era stato ordinato nel 1961. Recentemente era ospite dell’Opera della Provvidenza Sant’Antonio.

Tra i vari ministeri, don Sergio era stato parroco dal 1973 al 1990 alla Madonna della Salute di Mortise, a Padova, succedendo a don Mario Stella. Il suo successore era invece stato don Luciano Carraro. Fino al 2014 don Sergio è quindi stato parroco di Rossano Veneto, nel Vicentino: qui ha ricevuto anche il riconoscimento dell’Eccellenza Rossanese, massima benemerenza cittadina.

Infine all’alba della solennità dell’Epifania si è spento anche don Floriano Riondato, classe 1921 (avrebbe compiuto 100 anni il prossimo 11 gennaio), che aveva da poco festeggiato i 75 anni di sacerdozio in gran parte vissuti al servizio dell’Istituto vescovile Barbarigo, dove arrivò nel 1946, a due anni dall’ordinazione, come insegnante di religione e vicerettore delle scuole medie.

La sua è stata vita spesa per l’educazione dei giovani e con la grande passione della musica, che ha sempre contraddistinto il suo impegno. È stata sua l’intuizione di puntare sulla musica come strumento educativo, facendo divenire il Barbarigo sinonimo di musica: a partire dalla banda dei ragazzi negli anni ’60 fino alla nascita della scuola d’arpa nel 1992, che sarà poi alla base dell’Ensemble Musicale Floriana. Per raccogliere e tenere viva la sua eredità musicale ed educativa nel 2012 è nata l’Associazione Floriana.

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