Maltempo e danni, si investe troppo poco Nel Padovano la spesa media è di 1 euro

Il territorio è a rischio idrogeologico, ma la cifra pro capite arriva a 5 centesimi per Selvazzano e a 1,42 a Due Carrare

Nonostante Padova e la sua provincia siano spesso colpiti dal maltempo, i Comuni non brillano per investimenti destinati a evitare danni dovuti a calamità naturali. Tra quelli con più di 200 mila abitanti, la città del Santo si piazza a metà classifica, avendo speso poco più di 300 mila euro in media negli ultimi anni per interventi emergenziali, ma anche per prevenzione e programmazione. Poco più di un euro per ogni abitante. Messina, tra le grandi città, è quella a spendere di più per il soccorso civile con i suoi quasi 3 milioni di euro (13, 06 euro pro capite), il doppio della seconda classificata Venezia con 7, 35 euro ad abitante, il triplo della terza Genova e dieci volte Padova. I grandi Comuni che spendono di meno per questo settore sono Bari, Trieste e Bologna. Non fanno meglio i piccoli centri della provincia.

I BILANCI


A confermarlo sono i numeri Istat rielaborati da Openpolis, la fondazione indipendente che promuove progetti per l’accesso alle informazioni pubbliche, la trasparenza e la partecipazione democratica, che ha analizzato i bilanci del 2019. Nei mesi scorsi molte zone sono state interessate dal maltempo che ha generato disagi, danni e l’ennesima dichiarazione di stato di crisi da parte del presidente Luca Zaia. E anche il Padovano ha rischiato molto, riuscendo a contenere le esondazioni del Bacchiglione.

Una parte dei bilanci degli enti comunali è dedicata alle spese che l’amministrazione investe per il funzionamento delle attività di Protezione civile sul territorio (previsione, prevenzione, soccorso e il superamento delle emergenze), e per fronteggiare le calamità naturali. Questa voce è divisa in due capitoli: il sistema di protezione civile e gli interventi a seguito di calamità naturali. La prima riguarda le spese a sostegno di volontariato, programmazione e monitoraggio, mentre la seconda quelle per fronteggiare calamità già avvenute, comprese sovvenzioni, aiuti e contributi per il ripristino delle infrastrutture, e del patrimonio artistico e culturale.

MEGLIO VENEZIA E BELLUNO

Stando ai numeri di Openpolis, Padova ha speso nel 2019 304 mila euro per il soccorso civile e gli interventi post calamità. Il che significa che non ha fronteggiato grosse problematiche, al contrario di Messina che nello stesso anno ha dovuto contrastare un’alluvione e 37 morti. Tra le spese figurano anche quelle dedicate alla prevenzione che, considerata la conformazione del territorio, dovrebbe essere prioritaria. Così come lo è a Venezia che, con quasi 2 milioni di euro, spende più di 7 euro pro capite, rimanendo però sotto la media nazionale (12,6 euro). Fanno peggio di Padova le altre province venete. A parte Belluno, dove si spende poco (2,94 euro ad abitante).

PROVINCIA

Gli eventi climatici sempre più violenti si verificano in un Paese dove buona parte della popolazione vive in aree a rischio idrogeologico. Aree che non mancano nel Padovano. Sarebbe necessaria una forte attività di prevenzione con investimenti pubblici e pianificazione di strategie. Centrale il ruolo dei Comuni: possono predisporre piani di Protezione civile. Eppure quasi nessun ente locale della provincia spende più di un euro ad abitante, compresi quelli più spesso travolti dalle alluvioni. A parte Due Carrare (1,42) e Albignasego (1,46), la maggior parte è sotto: Legnaro (1), Abano (0,79 euro pro capite), Selvazzano (0,56) e Casalserugo (solo 5 centesimi).

la citta’

«Non è vero che spendiamo poco, perché quando si tratta di tamponare situazioni d’emergenza noi ci siamo, e infatti abbiamo appena messo a bilancio 685 mila euro per il bacino di laminazione a Brusegana», replica il vicesindaco di Padova Andrea Micalizzi, questo tipo di spese non è di nostra competenza, ma della Regione. Tra noi e gli enti come il Consorzio di Bonifica e il Genio Civile c’è una grande collaborazione, ma sicuramente servirebbero più risorse da parte della Regione. E negli ultimi anni è capitato spesso che dovessimo intervenire noi, sia per prevenire le calamità che per riemergere dopo un alluvione, nonostante i fondi per questo tipo di interventi spettino a Venezia. Quindi dai bilanci del 2019 magari non risultano grosse spese, ma perché non ci sono stati grandi interventi o perché magari sono stati realizzati con quelli regionali». —



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